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- Una mail da Tiziano –

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Sono tornato oggi da un breve giro in Val di Susa dove siamo stati invitati per presentare il “problema Firenze”.
Credo sia opportuno raccontare alcune impressioni:

  • la sala di un paesino di 4.000 abitanti era gremita da oltre 200 persone; l’interesse per il tema è altissimo e soprattutto la coscienza collettiva del loro problema di una linea ferroviaria assolutamente inutile e dannosissima. Naturalmente i loro numeri sono molto più grandi dei nostri; si parla di almeno 20 miliardi di €. Se pensate che in due giorni che siamo stati lì abbiamo visto 2 treni merci e solo treni di pendolari c’è veramente da restar stupiti come delle perone, dei tecnici sostengano la necessità di una linea ad alta velocità
  • Alberto Perino, uno dei leader dei comitati Valsusini, ha chiaramente detto che non hanno speranze alcuna se si rimettono alle istituzioni e soprattutto ai partiti; ciò che può fermare “il TAV” sono solo i corpi degli abitanti della valle che si frapporranno alle ruspe; il boato e gli applausi che hanno salutato questa frase mi hanno dato la dimensione della decisione delle persone in valle, davvero incredibile
  • ho fatto qualche chiacchiera con alcuni assessori del paese di Sant’Ambrogio; le elezioni le han stravinte una lista civica non legata a partiti, composta da persone molto giovani e eterogenee anche ideologicamente. Mi hanno detto che il tema notav è sentitissimo e che “i partiti sono sorvegliati speciali”. Alle ultime elezioni politiche hanno punito i partiti della sinistra che in passato avevano appoggiato la loro lotta, ma dopo l’accettazione del “dodecalogo di Prodi” (lo ricordate?) non li hanno perdonati. Ha fatto il pieno la “lista grillina”. Ci hanno detto anche di parecchio voto disgiunto. Della Lega mi dicevano che non ha sfondato da loro, anche se ben presente, perché in valle tace, ma a livello nazionale non fa nulla per loro.
  • Una cosa molto importante, per me, credo sia la percezione distorta che abbiamo noi che dipendiamo nell’informazione dai media nazionali; credo che molti, anche giornalisti che dell’informazione sono i professionisti, vedano i “notav” come estremisti magari legati a chissà quale centro sociale. Invece i notav sono quanto di più trasversale si possa immaginare: dalla Lega ai centri sociali la coscienza di doversi difendere da un progetto terribile è patrimonio di tutti, indistintamente. Se i Valsusini si mettono a discutere di aborto o di immigrazione si scannano come dovunque. Insomma essere notav in Susa è qualcosa di diverso da una opinione politica, piuttosto parla di una coscienza politica che ha a che vedere con un livello molto profondo, pre-ideologico, direi di sopravvivenza, assolutamente estraneo ad ogni possibile estremismo. Il fatto che nel resto d’Italia la percezione sia molto diversa credo sia segno di una profonda malattia del nostro paese.
  • Una cosa molto interessante: proprio nella giornata in cui eravamo presenti c’era una riunione tra esponenti dei molti comitati e i politici locali. Lo strappo che si era consumato tempo fa tra sindaci che avevano partecipato all’osservatorio e movimenti è ricucito, il 9 ottobre ci sarà una manifestazione “promossa dei sindaci”! In quella valle la politica è davvero agli ordini dei cittadini, almeno sul tema tav.

Queste sono mie impressioni, forse gli altri presenti hanno avuto altre esperienza.
Tiziano Cardosi

 

Bellissimo esempio di cittadini che prendono in mano il loro futuro, difendono il loro territorio e tengono sotto osservazione i politici che fanno promesse e non le mantengono. Si affidano ai giovani, certamente più idealisti, ma trasparenti nelle loro scelte, che non mentono e sapranno difenderli, perchè il loro compito è questo e non quello di fare affari, sistemare sè stessi o i parenti. Se poi questi giovani sono del “Movimento 5 stelle” oltre alla profonda conoscenza del problema ci metteranno il cuore e ricordate che se … “Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) Noi neppure.”

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