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Indagine Usa, i medici non denunciano errori

Per evitare complicazioni giudiziarie, negli Usa un medico su dieci (11%) decide di omettere alcune informazioni ai suoi pazienti e più della metà (55%) preferisce fornire una versione più “addolcita” della realtà. È quanto emerge da un sondaggio, svolto negli Stati Uniti, dal Mongan Institute for Health Policy fondato dal Massachusetts General Hospital di Boston e pubblicato su Health Affairs. Lo studio, in merito al timore dei camici bianchi di essere denunciati, ha fatto domande specifiche agli intervistati dalle quali è emerso che il 34% non era d’accordo sul fatto che «tutti gli errori medici sono significativi» e addirittura il 20% ha dichiarato che nel corso dell’anno precedente ha nascosto informazioni su errori medici. «In Italia la situazione è molto peggiore» commenta Luisa Regimenti, presidente del Sindacato italiano specialisti di medicina legale e delle assicurazioni (Sismla) «in questo momento i medici legali sono l’ultimo baluardo per la difesa in tribunale dei diritti dei cittadini». «La medicina difensiva» aggiunge «è diventata un atteggiamento per la classe medica impegnata a rendere inattaccabile il suo operato da denunce da parte dei pazienti, al punto che nel caso di un medico che abbia assistito a un errore nel corso di un intervento chirurgico, non mi risulta che l’abbia mai denunciato» . L’indagine ha mostrato anche che i dottori possono avere qualche problema di trasparenza anche per quel che riguarda i legami con le aziende farmaceutiche o quelle produttrici di dispositivi medici: il 35% degli intervistati non si è infatti detto d’accordo sul fatto che queste “connessioni” debbano essere sempre divulgate. La Sismla conferma la tendenza evidenziata dal sondaggio Usa secondo cui i chirurghi e i pediatri sono gli specialisti più propensi alla trasparenza, mentre cardiologi e psichiatri tendono a omettere informazioni o a addolcire le prognosi. «Il motivo è semplice» afferma Regimenti .  «I chirurghi sono ormai attrezzati con le assicurazioni e poi i loro errori o le manchevolezze sono in genere visibili, eclatanti, mentre quelle di cardiologi e psichiatri sono più silenti e può passare del tempo dal momento in cui vengono commesse a quando si manifestano le conseguenze».

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