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- Taranto: la strage degli innocenti -

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“Scegli, vuoi lavorare per non morire di fame, oppure chiudiamo ed i tuoi figli potranno viver sani (forse)?”

Questa è la scelta che devono fare i lavoratori dell’Ilva di Taranto. Ma è giusto che a dovere scegliere siano loro? La nostra Costituzione ci dice che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro e che a tutti è garantito il diritto alla salute. Quindi spetta a tutti noi mantenere questo impegno e legiferare per il rispetto del lavoro e della salute di tutti i cittadini italiani, compresi quelli di Taranto. Leggerei dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.) sulla mortalità e la morbilità infantile nella fascia di età tra 0 e 14 anni a Taranto, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e trovare al più presto una soluzione, senza nascondersi dietro a giochi di parole o peggio ancora a letture e interpretazioni fuorvianti dei dati in nostro possesso. Quando scopriamo che la mortalità infantile è aumentata a Taranto del 21% rispetto alla media regionale della Puglia e lo stesso dato vale per i ricoveri in seguito a malattie respiratorie acute; quando ci risulta che l’incidenza dei tumori nella fascia di età compresa tra 0 e 14 anni è superiore del 54% rispetto alla media nazionale, la prima domanda a cui lo Stato deve rispondere è questa: “Cosa abbiamo fatto fino ad ora che vada nella direzione della prevenzione, del controllo e della terapia?” Sicuramente troppo poco, per non dire niente. Non posso accettare le dichiarazioni di un subcommissario, che è stato anche Ministro per l’ambiente, come Edo Ronchi, che si nasconde dietro un’affermazione come “….Oggi la qualità dell’aria a Taranto è migliore, anche se gli effetti dell’inquinamento dureranno per anni…”

Questo lo sappiamo tutti, ma da quanti anni si doveva porre riparo a questo tasso di inquinamento dovuto all’Ilva, mentre abbiamo permesso che i proprietari dell’azienda, sotto il ricatto del “posto di lavoro” facessero il loro “sporco” interesse a spese della salute di tutta la città. Se poi lo stesso subcommissario arriva ad affermare che “…l’aria di Taranto è più pulita cha a Milano”, gli chiedo se capisce la differenza tra inquinanti come il piombo, il cromo, il benzo(a)pirene, in pratica i metalli pesanti, rispetto alle polveri sottili (PM10) misurate nello smog delle grandi città.  Allora vorrei sapere se c’è qualcuno che sostiene ancora che i tumori dei tarantini siano dovuti alla loro pessima abitudine di fumare troppe sigarette! Quello che è più probabile invece è che la riduzione delle polveri sottili sia dovuta solamente alla riduzione della produzione da parte dell’Ilva e no per gli accorgimenti presi per  abbattere gli inquinanti (i costosi filtri) che l’azienda in questo momento di crisi non si può permettere.

Proprio per contrastare questa crisi finanziaria dell’azienda è probabile che il Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni vari un decreto per trovare le risorse finanziarie, si parla di 3-400 milioni di Euro, per evitare il fallimento dell’Ila. Quando ci riuniremo invece per trovare i fondi per risolvere il problema di questo e di tanti altri disastri ambientali che stanno devastando il nostro territorio e mietendo vittime innocenti tra i nostri giovani più indifesi e incolpevoli dei nostri errori? Potremo valutare i dati che ci arrivano dalla Terra dei Fuochi, potremo considerare i danni da amianto degli ex-lavoratori della Isochimica di Avellino e del pericolo per la salute di tutta la popolazione della stessa città.  E’ a quel tavolo che io vorrei portare il mio contributo!!

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