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La Tac ai bambini triplica il rischio di tumore

Lancet pubblica i risultati di una ricerca inglese su quasi 180mila ragazzi, sotto i 22 anni, che nell’infanzia sono stati sottoposti a una o più Tac. Nelle conclusioni si legge che questi ragazzi sono tre volte più a rischio di sviluppare neoplasie rispetto ai loro coetanei che non hanno mai fatto la Tac. I ricercatori della Newcastle University e del National Cancer Institute hanno evidenziato che i bambini esposti per due o tre volte alle radiazioni ionizzanti della Tac rischiano, tre volte di più, di sviluppare un tumore al cervello da adulto, il rischio poi di leucemia è triplicato in chi ha subito dalle 5 alle 10 scansioni Tac.

«Lo studio ci dice che bisogna fare la Tac proprio quando è in grado di cambiare la diagnosi o la strategia terapeutica – spiega Rino Agostiniani, consigliere nazionale Sip e pediatra ecografista all’ospedale Ceppo di Pistoia – le radiazioni ionizzanti sono sempre pericolose e la Tac è l’esame che più di ogni altro espone a dosi massicce». In Italia si fanno oltre sei milioni di Tac l’anno, in crescita la richiesta sui bambini. «Per un bambino o un ragazzo, eccetto importanti traumi e patologie craniche o cardiache – conclude Agostiniani – vanno privilegiate indagini come la risonanza magnetica (cranio) e l’ecografia (addome, articolazioni)».

 

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