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- Stili di vita e tumori -

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Quasi il 50% dei tumori dovuti a errori di stili di vita

Quasi la metà dei tumori diagnosticati in Gran Bretagna ogni anno sono causati da stili di vita sbagliati. Si tratta di circa 130.000 casi che potrebbero essere evitati cambiando alcuni comportamenti, sostiene un rapporto stilato dall’organizzazione Cancer research e appena pubblicato sul British Journal of Cancer. Secondo gli autori è l’analisi più aggiornata e più vasta su questo argomento. “Molti ritengono – dice Max Parkin a capo dell’indagine – che il cancro sia scritto nei geni o sia frutto del caso. Invece oltre il 40% dei tumori è causato da abitudini che abbiamo il potere di modificare”.
Quali sono queste abitudini? Al primo posto, per entrambi i sessi, troviamo il fumo: causa il 23% dei casi tra gli uomini e il 15,6% tra le donne. Le altre cause differiscono a seconda del genere. Per gli uomini, al secondo posto troviamo il mangiare poca frutta e verdura (causa il 6,1% dei tumori), per le donne l’essere in sovrappeso (6,9%). Anche l’alcol ha le sue colpe, tanto che si ritiene che circa il 34% di tutti i tumori siano legati a quattro fattori: fumo, dieta, consumo di alcol e eccesso di peso.
Alcuni fattori di rischio sono noti, ad esempio lavorare in presenza di sostanze chimiche o materiali come l’amianto, ma altri sono poco conosciuti. Ad esempio, pochi sanno che un decimo del rischio di ammalarsi di cancro viene dall’essere obesi o in sovrappeso. Oppure che il rischio di prendersi un cancro all’esofago e alla gola è per il 50% dei casi dovuto al fatto di mangiare pochi vegetali e frutta. Per il tumore allo stomaco, invece, un quinto del rischio deriva dal fatto di mettere troppo sale nei cibi. Mentre il 3,7% dei casi nelle donne è legato alle infezioni (come il papilloma virus o Hpv) e il 3,6 % a un eccesso di esposizione al sole o alle lampade solari.
E c’è chi sostiene che questi dati dovrebbero suonare come una sveglia per il governo: “la politica della carota, basata sull’adesione volontaria, non è sufficiente. Bisogna passare alla politica del bastone, ossia all’approccio legislativo”, secondo le parole di Richard Thompson, presidente del Royal College dei medici inglesi.

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