Top_menu

- Steatosi epatica: importanza della dieta -

  • Facebook
  • Twitter
  • Email

Nella steatosi epatica è importante al dieta

 

La steatosi epatica non alcolica riguarda circa 2-3 adulti su dieci. La dieta, in questi casi, è fondamentale e una revisione, pubblicata dal Journal of the American Dietetic Association, precisa alcune regole: evitare le diete troppo magre perché potrebbero essere controindicate, i grassi possono costituire fino a circa 1/3 delle calorie giornaliere, dando però una netta preferenza a quelli monoinsaturi. Si consiglia di dare spazio agli omega 3, cereali integrali e agli alimenti a basso indice glicemico. Ancora da dimostrare invece un eventuale effetto protettivo del fegato di caffeina, zenzero e probiotici.

«La steatosi epatica non alcolica solitamente ha un andamento benigno – sottolinea Massimo Zuin, responsabile dell’ Unità di medicina, epatologia e gastroenterologia dell’ ospedale San Paolo di Milano – nel 10-15% dei casi può “complicarsi” con un’epatite ed evolvere verso la cirrosi epatica. Il fegato grasso, causato da una maggiore resistenza all’insulina, si associa spesso a sovrappeso, diabete e dislipidemia, nella sindrome metabolica, caratterizzata da un aumentato rischio cardiovascolare. L’intervento dietetico perciò non deve mirare solo a curare il fegato, ma anche a prevenire le malattie cardiovascolari (infarto miocardico) e le malattie cerebro-vascolari (ictus)».

Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology anche il 12,5% dei ragazzi di 11-13 anni soffre di steatosi epatica, come parte della sindrome metabolica. Parola d’ordine è quindi dimagrire, perché così migliora la sensibilità all’insulina, si riducono steatosi, ipertensione, alterazioni dei lipidi. Il calo di peso dev’essere però graduale, mezzo chilo-un chilo a settimana, non di più.

,

No comments yet.

Lascia un Commento


+ 5 = otto

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Email
Print