Top_menu

- Spending review e S.S.N. -

  • Facebook
  • Twitter
  • Email

Ssn, l’economia non è tutto

Il giudizio della Corte dei conti sul rendiconto dello Stato per il 2011 si trasforma in un monito a non considerare la salute pubblica solo una questione di risparmi, anche se la sostenibilità economica del Sistema sanitario nazionale è certamente un principio importante. «Una visione esclusivamente contabilistica del settore salute – si legge nel commento del procuratore generale della Corte dei conti – rischia di entrare in rotta di collisione con le finalità proprie del sistema, producendo talvolta anche contenziosi giudiziari. Un’eccessiva contrazione delle risorse può rivelarsi un boomerang. Il governo della spesa sanitaria non può essere esclusivamente subordinato al mero rispetto delle regole contabili».

La sentenza n. 8254/11 della Cassazione per la prima volta enuncia la centralità del benessere umano: «A nessuno è consentito di anteporre la logica economica alla logica della tutela della salute né diramare direttive che, nel rispetto della prima, pongano in secondo piano le esigenze dell’ammalato».

Grazie alle manovre economiche e ai piani di rientro la spesa sanitaria in rapporto al Pil è scesa al 7,1% e il disavanzo è arrivato a 1,779 miliardi di euro, il livello più basso degli ultimi anni. La farmaceutica convenzionata è calata del 9% rispetto al 2010. Grazie a tasse e contributi ogni cittadini contribuisce al finanziamento del Ssn con 1.833 euro, in aumento dell’1,6% e costa in media allo Stato solo 29 euro in più, 1.862 euro.

La Corte dei conti afferma che è sicuramente un bene perseguire bilanci in pareggio, a patto che siano finalizzati a «un’elevazione dei livelli di assistenza» e soprattutto alla «ricerca di risorse», con l’obiettivo cruciale di garantire più uniformità alle prestazioni erogate sull’intero territorio nazionale eliminando sperequazioni e disuguaglianze.

 

, ,

No comments yet.

Lascia un Commento


1 + nove =

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Email
Print