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-Spending review 2014 –

spendingGraziano Delrio ha annunciato una spending review da 16 miliardi di Euro  inserita nella Legge di stabilità per il 2015, grazie a cui sarà possibile rendere strutturale il bonus di 80 Euro per chi ne ha già goduto nel 2014. Parlare di tagli da 16 miliardi non ha senso. Per avere successo nella spending review bisogna guardare a tutti i settori con grande attenzione, e quindi questa scelta richiede tempo. Sono a favore di un aumento della spesa pubblica virtuosa per tirarci fuori dalle secche di una crisi ciclica.

Fare 16 miliardi di tagli ora paradossalmente farebbe saltare tutti i conti pubblici. Tagliando a casaccio il Pil del Paese crollerà, e questo farà sprofondare sia le entrare dello Stato sia gli indicatori economici cui guarda l’Europa. Ciò di cui abbiamo bisogno è esattamente il contrario, e cioè un grande cambiamento culturale di lungo periodo. Quello che mi preoccupa invece è che di fronte a dei vincoli Ue che sono improponibili per l’attuale situazione economica, si inizierà come al solito a tassare a destra e a sinistra. La maggior parte delle manovre di austerità attuate in questi anni hanno comportato o un aumento delle tasse oppure un blocco della spesa lineare.

Anche parlare di un ulteriore blocco del rinnovo dei contratti pubblici è un errore. Su questo Renzi non ha dato una risposta chiara, non sappiamo che cosa c’è nella testa del premier per quanto riguarda la spending review; Renzi dice che bisogna investire nell’educazione, eppure gli stipendi dei giovani ricercatori nell’università impediscono di attrarre proprio quelli più bravi. Gli stipendi pubblici dal 2010 al 2014 sono scesi da 172miliardi a 162 miliardi.

Dovremmo comprendere che non è in sé un male che la spesa pubblica aumenti, purché la si usi per le eccellenze. Ciò di cui c’è bisogno è una cultura della performance. Occorre riuscire a fare capire alle persone che iniziano a lavorare nella Pubblica amministrazione che il loro lavoro non è un onere ma un onore, e che quindi ci si aspetta che offrano ai cittadini i migliori servizi possibili. Nelle scuole e nelle Università pubbliche dobbiamo avere il meglio, non il peggio. I fondi per gli atenei vanno condizionati alla qualità di ricerca e insegnamento.

Sarà necessario reperire 15 o 16 miliardi, e ciò avverrà attraverso aumenti delle tasse nascosti qua e là nonché con tagli della spesa lineare. La legge di stabilità per il 2015 è la prima manovra di Renzi, e non ce ne saranno altre nelle quali il premier potrà essere così coraggioso. Dobbiamo tagliare gli sprechi e questo porterà ad enormi proteste, come ci sono state in tutti i Paesi; credo che qui la forza di Renzi si misurerà con la sua capacità di resistere.

 

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