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Sempre meno medici, dall’Oms l’allarme

Aumento dello stress e minore sicurezza. Sono questi i principali fattori che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, rendono sempre meno appetibile e più difficile la professione medica. I professionisti della salute, infatti, stando ai dati che l’Oms presenterà alla sua prossima conferenza a New York, sono sempre meno. Nel mondo ne mancano almeno 4,2 milioni in 57 Paesi, molti dei quali distribuiti tra Africa e Asia, e anche in Italia il calo si fa sentire, visto che si prevedono 40mila medici in meno nei prossimi 10 anni. Con la popolazione che invecchia, nuove malattie e l’incremento di quelle attuali, una sempre maggiore conflittualità e violenza, fare il medico o l’infermiere è sempre più impresa ardua. Per questo bisogna, secondo l’Oms, rafforzare la forza-lavoro sanitaria. La carenza più forte si registra attualmente in 57 Stati, molti dei quali africani e asiatici. Qui l’Oms stima che servano almeno 4.250.000 di operatori della salute per colmare la lacuna. Ognuno di questi paesi ha, infatti, meno di 23 lavoratori, tra medici, infermieri e ostetriche, ogni 10 mila persone. In Italia non c’è certo una carenza così grave, ma per i prossimi anni si prevede un calo, visto che andranno in pensione nei prossimi 10-15 anni 115 mila medici, che oggi hanno tra i 51 e i 59 anni, pari al 38% di tutta la popolazione medica attiva. Da dati recenti della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), emerge che vi sarà una carenza di alcune specialità di medici. Andranno, infatti, in pensione il 48% dei medici occupati in regime di dipendenza dai servizi sanitari regionali e dall’università, il 62% dei medici di medicina generale, il 58% dei pediatri di libera scelta e il 55% degli specialisti convenzionati interni.

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