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Samuel Hahnemann -fondatore dell’omeopatia-

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Cristian Frederic Samuel Hahnemann nasce a Meissen il 10 Aprile 1755

Studia all’Università di Lipsia.  Dato che non era di famiglia benestante, riuscì a terminare gli studi grazie ad una borsa di studio che gli mise a disposizione un sacerdote e si pagò l’università con le traduzioni di letteratura medica del tempo. Era molto portato a studiare la botanica innanzitutto.

Ai suoi tempi si utilizzavano i formulari di erbari in base alla imitazione della “teoria umorale”, cioè all’imitazione degli emuntori che potrà avere la  vis medicatrix naturae.

Viene impartita da Quarin l’istruzione di clinica medica a Vienna. Ad un certo momento parte per la Romania, assunto da un signorotto della Transilvania, che gli mette a disposizione una grandissima biblioteca, in cambio delle sue prestazioni di medico.  A quei tempi essere esperti in medicina significava già essere medici. Laureatisi ad Erlangen nel 1779, già nel 1777 faceva il medico presso il barone Bruckental.  Si laurea facendo una tesi sul mesmerismo (magnetismo), che era oggetto di molte discussioni nei salotti culturali dell’epoca, soprattutto a Vienna. Il mesmerismo compare nelle sei  edizioni dell’Organon.   Fu interdetto dalla professione medica per ben due volte e per due volte dovette riproporre una tesi che fosse accettabile.  Già nel 1779 fa degli studi sulla propagazione delle epidemie. Cioè pone il problema di come questi miasmi si propagano da un individuo all’altro, contagiando la popolazione.  Cosa importante che fece Hahnemann fu lo studio della chimica.  fece la traduzione del trattato di cimica di Demarchy. Poi cercò di applicare questi studi di chimica in medicina, cosa che non poteva essere fatta secondo il sistema del tempo, coè riguardo alla teoria umorale, la quale non poteva presupporre l’applicazione della chimica.  Introduce la chimica in medicina e si pone il problema di come una sostanza possa agire chimicamente sull’individuo e soprattutto inizia a chiedersi, particolarmente nelle malattie dei minatori (nei quali praticamente c’è una sperimentazione su uomini sani), perchè in quell’ambiente si sviluppa una malattia cronica come la silicosi.  Cioè Hahnemann inizia a studiare il meccanismo che conduce a questa malattia cronica.

Egli propone nell’ambito della medicina ufficiale, un sistema terapeutico delle malattie della pelle, cioè delle piaghe di vecchia data e delle ulcere putride, applicato dai chirurghi dell’epoca.   La ricerca dell’individualità è un fattore importante; cioè “la silicosi perchè non si sviluppa in tutti i minatori?”

La semplicità in terapia:  anche Hahnemann riprende il tema di Paracelso sulla polifarmacia.

Igiene generale:  si comincia a porre il problema di come prevenire il contagio nelle epidemie.

Infine la conservazione delle forze del malato.

A Dresda fa uno studio sull’avvelenamento da Arsenico. Fece in pratica una trattazione medico legale, perchè scrisse al medico medicorum di quei tempi che era Hufeland, dicendo che avrebbe interrotto la sua pratica medica, volendosi dedicare alla medicina legale, non credendo più in un sistema dogmatico come quello dell’imitazine dei processi emuntoriali della teoria ippocratica dei quattro liquidi circolanti.  lo studio su arsenico fu molto importante perchè gli permise di vedere come questo induca un’ alterazione profonda delle forze vitali dell’organismo, ma soprattutto una serie di sintomi che tendono a protrarsi. Cosa che in uno studio del 1796 viene chiamato il fatto, che l’azione primaria e l’azione secondaria del farmaco, in un processo di avvelenamento cronico, sono molto simili tra loro.  Codifica quindi il principio, per il quale tutte le sostanze tossiche, provocano una grande alterazione dell’organismo. Per cui, se e quando, l’individuo riesce a superare il momento dell’avvelenamento da Arsenico, si svilupperanno successivamente dei sintomi cronici; quella sarà l’azione secondaria del farmaco.

Cerca di fare il medico legale, ma non ci riesce e si rimette a scrivere di chimica.  Ancora a Dresda formula delle istruzioni per i chirurghi, sulle malattie veneree e su come curarle, utilizzando il mercurio. Propone un sistema di cura valido per le ulcere veneree: per la sifilide. Afferma che quella sua preparazione di mercurio può essere ben utilizzata nella sifilide primaria, cosa che ebbe un grandissimo successo.  Il mercurio solubile è simile, nella sua sperimentazione sull’uomo sano, a quello che avviene nella sifilide.

Nel 1792 inizia lo studio della psichiatria e si pone il problema se era giusto sottoporre i pazienti a dei trattamenti coercitivi. Introduce trattamenti più umani nei manicomi della Prussia. Cerca di usare la dolcezza invece della punizione frequente nei manicomi. Scrive l’opuscolo “Un caso di follia” sulla malattia di un funzionario del ducato di Gotha, che aveva ricevuto accuse tali da condurlo alla pazzia. Riesce a guarirlo con il conforto e si convince che per guarire un malato lo si deve amare.  A questo aspetto vuole aggiunger la conoscenza dei mezzi della guarigione, per qiesto studia a fondo la chimica, la fisica e la  farmaceutica al tempo quasi sconosciuta ai medici. Quasi tutte le sostanze somministrate a quei tempi erano dei potenti veleni, i farmacisti e gli speziali hanno un potere immenso,arrivando sovente a cambiare le ricette dei medici. Hahnemann ha una intuizione moderna quando afferma che un vero medico deve conoscere le sostanze che prescrive, per questo studia a fondo la farmaceutica, invadendo così il campo dei farmacisti.

Nel 1796 pubblica il libro “Saggio su un nuovo principio per scoprire le virtù curative delle sostanze medicinali” ed in pratica inizia qui una forma di “Materia Medica“, in quanto asserisce: “Ho visto sperimentalmente su me stesso e su altre persone a me vicine, che una qualsiasi sostanza è in grado di produrre delle alterazioni, più o meno profonde, su tutte le possibili costituzioni, sia forti che deboli.” Questi sintomi vengono raggruppati e classificati in un codice, che viene chiamato “Sperimentazione pura”, cioè un insieme di sintomi, che compaiono o grazie all’intossicazione primaria di una sostanza o grazie anche, come scopre successivamente, all’azione dinamica della diluizione della sostanza stessa. Quindi sperimenta sull’uomo sano, anche con diluizioni progressive delle sostanze.  In questo saggio egli afferma che già con China, con Mercurio e con Arsenico eccetera, si sviluppano, vuoi per azione primaria o vuoi comunque per l’azione cronica dovuta al meccanismo della diluizione, una serie di sintomi. Quindi la Sintomatologia del rimedio.

Poi iniziò a diluire.  Per omogeneizzare bene la soluzione (sostanza con il solvente) sbatteva ripetutamente, facendo rimbalzare la mano su una grossa Bibbia rilegata in pelle: nacque la “Dinamizzazione”. Il rimedio “dinamizzato” e “diluito” provocava nel soggetto sano che lo assumeva delle particolari variazioni del modo di sentire e di agire. Variazioni che erano dipendenti sia dalla qualità del rimedio, sia dalle diverse diluizioni-dinamizzazioni.             E’ nata l’omeopatia!!

Partorita l’idea, deve farla conoscere, proteggerla e farla crescere.  Compie su sè stesso 61 esperimenti con sostanze diverse; ne scrive meticolosamente i risultati, descrivendo sistematicamente sia i sintomi fisici che psichici.  Come tutte le novità, questa fa paura è considerata nemica in quanto si discosta dalla tradizione.

Iniziano le prime guarigioni, il rimedio che guarisce è lo stesso che produrrebbe nel paziente sano i sintomi della malattia di cui soffre il malato. Il Duca di Sassonia-Gotha mette a disposizione di Hahnemann il castello di Georgenthal, perchè vi possa creare un ospedale psichiatrico e curare i malati di mente. Per inimicizia e per invidia i medici e i farmacisti  deviano i pazienti, anche perchè Hahnemann si preparava da solo i rimedi che somministrava ai pazienti. Ricomincia così con tutta la sua famiglia una peregrinazione che gli farà cambiare undici città fino ad arrivare a Torgau nel 1804.  Quì si ferma, aumentano i pazienti e nel 1810 scrive la sua opera principale “L’Organon dell’arte di guarire”.  In questo l’autore afferma che per conoscere la patologia del malato ci si deve riferire ai sintomi descritti dal paziente stesso e a questi fare seguire il rimedio corrispondente. Esiste il malato e non la malattia.

Nel 1812 torna a Lipsia, dove nel 1820 inizia a scrivere “La Materia Medica Pura”.  C’è un’epidemia di tifo e l’omeopatia ottiene successi.   Il principe Shwarzenberg è malato, viene curato con i metodi tradizionali, ma si aggrava, Hahnemann lo guarisce; il principe segue i consigli dietetici  e medici di Hahnemann, poi riprende le sue abitudini e torna ad ammalarsi. Richiama Hahnemann, ma Clarus ed i suoi amici gli dicono che Hahnemann è partito, iniziano a salassarlo fin quando muore; Clarus dice quindi che è stata l’omeopatia ad ucciderlo.  Nel 1828 scrive il “Trattato delle Malattie Croniche”.  Una nuova epidemia colpisce l’Europa: il colera. Il metodo di Hahnemann ottiene successi anche nei paesi dove era stata messa al bando.

Nel 1831 muore sua moglie e prima quasi tutti i suoi figli; nel 1834 rimane solo con due figlie e un figlio medico che un giorno scompare e del quale si perdono le tracce. Ormai solo ed anziano si rifugia nel lavoro e nella Fede, uscendo sempre meno dalla sua casa.

E’ in questo anno che conosce Mèlanie d’Hervilly, parigina di famiglia aristocratica, ha vissuto la Rivoluzione e la tubercolosi la sta consumando inesorabilmente; la medicina è impotente, sente parlare di omeopatia, spera e se deve provare vuole andare alla fonte, dallo stesso Hahnemann.              In Francia l’omeopatia si era già diffusa ad opera dell’italiano De Guidi, che si era convertito all’omeopatia dopo la guarigione della moglie ad opera di un medico napoletano.  Mèlanie va a Kothen. Parte con il rischio di emottisi e di peggioramento. Hahnemann l’accoglie con dolcezza, le parla in francese, la visita e le promette di guarirla, ma dovrà restare a Kothen per un mese. Dopo un pò inizia a migliorare e Mèlanie pensa che il suo dovere sia quello di diffondere l’omeopatia in Francia, questa diventa la sua missione fino alla fine della sua vita. Propone ad Hahnemann di seguirla a parigi, lui ha 80 anni e dice alle figlie che accetta e per non compromettere Mèlanie, vista la differenza di età decide di sposarla.

Nel 1835 è a Parigi dove sono molti i Pazienti che frequentano il suo studio; viene fondata la Società di Omeopatia, ma anche qui nascono rancori e l’Accademia di Medicina decide di proibire l’Omeopatia. Dopo la guarigione di molti personaggi illustri, si arriva alla risposta del ministro di Luigi Filoppo, Guizot, all’Accademia Medica di Francia che vuole impedire  l’omeopatia:                                                                                                                                            “Hahnemann è uno scenziato di merito indiscutibile e la scienza deve essere al srevizio di tutti. Se l’omeopatia è solo una chimera od un sistema privo di valore, finirà per cadere da sola. Se invece rappresenta un progresso essa si estenderà ovunque a dispetto di qualsiasi misura; l’Accademia prima di tutti, deve augurarselo, essa che ha la missione di far progredire la scienza e d’incoraggiare le scoperte”. Le parole di Guizot si scontrano però con l’invidia e la paura di perdere il potere!!

Hahnemann visita i poveri tutte le mattine dalle 8.00 alle 10.00; poi i pazienti che vengono da tutte le parti del mondo.  Il 2 Luglio 1843 alle 5 del mattino hahnemann muore in seguito ad una bronchite, assistito da Mèlanie e dal medico Croserio. Per suo volere non ha un funerale sontuoso, il suo corpo viene imbalsamato e quindi sepolto al  Père Lachaise, il cimitero monumentale di Parigi.

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One Response to Samuel Hahnemann -fondatore dell’omeopatia-

  1. teiiwaka 5 gennaio 2010 at 06:45 #

    Bravo, eccellente comunicazione

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