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“Agevoliamo i cittadini al voto”

Non dobbiamo preoccuparci dei PM10, che hanno superato i “limiti giuridici” per ben 54 volte dall’inizio dell’anno, quando sono concessi 7 superamenti in un anno. L’importante è garantire il diritto al voto dei cittadini, al “diritto alla salute ci penseremo dopo. D’altra parte che considera sicuri gli inceneritori, cosa volete che siano un pò di PM10 in più da respirare? E’ arrivato il momento che coloro che si occupano della salute, i medici in primis, facciano sentire la loro voce, o meglio la loro rabbia di fronte all’arroganza di chi considera la salute dei propri cittadini e soprattutto dei bambini, che tra l’altro non devono andare a votare, una cosa di scarsa rilevanza.

Quello che i nostri lungimiranti amministratori non arrivano a comprendere, e per loro formazione mentale non arriveranno mai a capire, è che ormai siamo in un contesto di drammatica e rapidamente progressiva trasformazione dell’ambiente fisico-chimico, degli ecosistemi micro-biologici e dei singoli organismi (sia a lievello sistemico, organico, tissutale, cellulare e molecolare). Generalmente si cerca di valutare il rischio per la salute umana, valutando le patologie croniche (generalmente neoplastiche) che colpiscono singole popolazioni. Trascuriamo così il fatto che tutte le patologie cronico-degenerative (cardiovascolari, immuno-mediate, immuno-flogistiche, neuro-endocrine, neuridegenerative), anno presentato, nel corso dell’ultimo secolo, un trend costante di incremento, che taluni ricercatori anno messo in correlazione con la opposta e simmetrica riduzione delle patologie acute da cause esogene, come le malattie infettive e parassitarie.

La letteratura scientifica più recente ha mostrato come l’origine di molte patologie cronico-degenerative e neoplastiche che si manifestano in età adulta vada collocata nelle primissime fasi dello sviluppo dei singoli organismi, configurandosi come alterazione della programmazione fetale. Alcuni degli agenti esogeni (chimico-fisici) considerati più tossici per l’uomo son in grado di interferire con l’assetto genetico ed epi-genomico di cellule e tessuti, in particolare nelle primissime fasi dello sviluppo.E’ evidente che le attuali modalità di valutazione del rischio connesso alla continua immissione in ambiente e nella catena alimentare di sostanze tossiche per la salute umana, siano del tutto insufficienti a valutare le conseguenze per i singoli individui, per la collettività, per la specie e per l’intera biosfera. Infine la sempre più ubiquitaria diffusione nell’ambiente e quindi nei tessuti e nelle cellule, di agenti e fattori esogeni in grado di sollecitare e danneggiare il DNA, determina una instabilità “reattiva-difensiva” del genoma stesso, situazione di frequente riscontro nelle lesioni pre-neoplastiche.

Allora tutti in macchina a votare (anche se non si capisce bene per chi). Il giorno dopo penseremo alla salute, ma sarà troppo tardi?

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