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Quando ancora non c’era il Made in Italy

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Prodotto in Italia

Prodotto in Italia

Stamani sono passato accanto ad un mucchio di rifiuti in attesa di essere portati a destinazione. Era probabilmente materiale di sgombro di una cantina o di una soffitta: vecchie porte sgangherate, scatole, cassetti di vecchi mobili e tante altre meraviglie ormai utili solo al fuoco. Ma, mentre guardavo questa collinetta, mi ha incuriosito un oggetto meccanico dall’aspetto solido: probabilmente un ventilatore o un aspiratore primi anni ‘60. Mi sono avvicinato per guardare meglio ed effettivamente era proprio un bel ventilatore industriale. Sopra c’era ben scritto ciò che era ma, appena sotto, ho letto ancora: “Prodotto in Italia”.

Questa semplice affermazione mi ha evocato l’immagine di ingegneri solenni come monaci intenti a progettare nuove macchine e complicati meccanismi, solerti apprendisti stregoni che alimentavano una catena produttiva di grande qualità. Prodotto in Italia, non Made in Italy. Orgogliosamente prodotto in Italia oggi, temo, ci sia rimasto poco.

Ci dicono che non importa, l’importante è la nostra fantasia e creatività di italiani, abbiamo il “Know how” del Made in Italy. Nessuno è più bravo di noi nel Made in Italy, guardate come sono bravi – e ricchi – i nostri stilisti. Io annuisco, sarà, però preferivo il “Prodotto in Italia” che magari non era così creativo ma ha fatto del nostro paese una grande nazione e arricchito le nostre famiglie.

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