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- Preparazione del rimedio omeopatico -

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Parte prima:  la Tintura madre

Per preparare un rimedio omeopatico si parte da una sostanza base che viene poi diluita e dinamizzata. Le sostanze di partenza vengono dette ceppi omeopatici o souches e possono essere di origine vegetale, animale o minerale.

I rimedi di origine vegetale: la materia prima è costituita da piante fresche e selvatiche, raccolte nel loro habitat naturale e sottoposte a lavorazione entro quarantotto ore dalla raccolta. In realtà si ricorre anche a coltivazioni selvatiche, cioè a piante coltivate senza additivi chimici, concimi di sintesi o pesticidi, per non mettere in pericolo la riproduzione di una specie e l’equilibrio biologico ambientale. Si ricorre a piante secche solo per alcune specie esotiche e di difficile reperimento (10% ca del totale). Vengono utilizzate, a seconda del rimedio da preparare: piante intere all’epoca della fioritura,, foglie e steli prima della fioritura, i fiori nel momento del loro rigogli, le radici ecc. Ad esempio: Belladonna = pianta intera a fioritura; Calendula Officinalis = sommità fiorite; Thuya = rami verdi; Betulla alba = corteccia; Valeriana officinalis = radici.

I rimedi di origine animale: le souches sono costituite da animali interi sani, o da parti o organi di animali’ oppure da loro secrezioni o escrezioni. Si possono utilizzare anche veleni di serpenti o di ragni, raccolti da specialisti, quindi essiccati e cristalliazzti sotto vuoto a bassa temperatura.

I rimedi di origne minerale: la materia prima è rappresentata da minerali, metalli e metalloidi o da prodotti chimici particolari che prendono il nome dal loro metodo di preparazione.

A questo punto, prima di parlare della diluizione e della dinamizzazione, caratteristiche fondamentali del rimedio omeopatico è necessario avere chiaro il metodo di preparazione della Tintura Madre (T.M.) la cui tecnica di preparazione è descritta nella Farmacopea Ufficiale Francese X edizione del 1983, con supplemento del gennaio 1989. La T.M. è una preparazione alcolica concentrata, ottenuta dalla macerazione delle sostanze in soluzione alcolica. La T.M. è l’unico prodotto omeopatico su cui si possono effettuare dei controlli di qualità: è la fase della preparazione delle T.M. quella soggetta ai controlli qualitativi e quantitativi prescritti dalla farmacopea.

La pianta, selezionata, raccolta, pulita, viene tagliata con una serie di tagli netti, si passa poi alla pesatura e viene quindi messa a macerare in recipienti di acciaio inossidabile con l’aggiunta di un’appropriata quantità di miscela idro-alcolica; in modo da avere un rapporto 1:10 tra la quantità di droga ed il prodotto finale. Cioè da 100 gr. di pianta essiccata devono ottenersi 1000 grammi di T.M.  L’unica T.M. il cui rapporto è 1:20 è quella ottenuta dalla Calandula officinalis. Il titolo alcolico varia da 45° a 90°, la massima parte delle T.M. ha titolo alcolico 65°.  A questo punto si lascia la pianta a macerare in questi recipienti per 21 giorni Passato questo periodo si raccoglie il liquido decantato e si spreme il residuo con una pressione costante di 100 bar; si mescolano i due liquidi e si lasciano riposare per 48 ore. Si filtra e a questo punto quello che si ottiene è la Tintura Madre. Viene controllata, etichettata, conservata al riparo della luce e al fresco. Viene utilizzata entro cinque anni.

Le T.M. ottenute a partire da ceppi animali si ottengono a partire da animali interi o dalle secrezioni di questi, la tecnica di preparazione è identica ad eccezione del rapporto tra soluto e solvente che è di 1:20, mentre quello delle T.M. vegetali abbiamo visto essere di 1:10.

Per quanto concerne i minerali, essendo insolubili, non è possibile preparare le T.M.; per produrre un rimedio omeopatico di origine minerale, si deve quindi partire da una fase iniziale detta triturazione: 1. ad una parte di minerale si aggiungano in un mortaio 99 parti di lattosio puro e si tritura pe venti minuti ottenendo la prima dispersione centesimale 1T.  2. Si preleva una parte di questa dispersione, si aggiungono altre 99 parti di lattosio, si tritura per altri venti minuti e si ottiene la seconda dispersione centesimale 2T. 3. Si ripete un’altra volta la procedura e si arriva alla 3T. Dopo la 3T, la maggior parte dei minerali diventa solubile e quindi il quarto passaggio è la diluizione in alcool; si preleva una parte della 3T e viene aggiunta in un flacone a 99 parti di alcool a 30°. Si chiude il flacone e si imprimono 100 succussioni ed otteniamo la 4CH (quarta centesimale hahnemaniana).

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