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Censis, in sette anni triplicata diagnostica a pagamento

Triplicato, nel giro di sette anni, il numero di pazienti che ha effettuato accertamenti tramite diagnostica per immagini in strutture private a pagamento intero, con un passaggio dal 5,6% nel 2005 a oltre il 18% nel 2011. E se i tempi di attesa sono stimati a un quarto rispetto alla sanità pubblica, i costi sono pari a tre volte di più. A scattare la fotografia la ricerca del Censis sui dispositivi medici, presentata ieri a Roma. Secondo quanto emerge, tra le ragioni per cui i pazienti si rivolgono alle strutture private ci sono le liste d’attesa, troppo lunghe nel pubblico. Qui occorrono in media 58 giorni per accedere ad accertamenti tramite la diagnostica per immagini, contro i 38 giorni necessari nelle strutture convenzionate e i 15 giorni in quelle private. Un dato su cui riflettere anche perché secondo il Censis sono più di due milioni le persone che dichiarano che nel 2011, grazie a un accertamento diagnostico eseguito tramite la Tac, la risonanza magnetica, l’ecografia, la mammografia o un test di laboratorio, hanno scoperto di essere affette da una patologia grave, potenzialmente mortale, riuscendo così a curarsi per tempo. Immediata la reazione di Federconsumatori, che in una nota denuncia come tra i risultati di questa situazione vi sia una «spesa privata per la salute che è cresciuta fino a 30,6 miliardi di euro, con un incremento tra il 2007 e il 2010 dell’8%». La politica fallimentare dei tagli, incalza Federconsumatori, «sta producendo danni irreversibili al Servizio sanitario nazionale e discriminazioni inaccettabili nei confronti dei cittadini in difficoltà» con italiani che «spendono troppo di tasca propria» e«ricorrono al low cost con relativa caccia alle offerte». In questo quadro, «ci allarmano le notizie di un possibile superamento dei ticket e delle esenzioni, che verrebbero sostituiti da un sistema a franchigia, una specie di sanitometro, i cui criteri e modalità sono ancora poco chiari. Non è accettabile che siano i cittadini a pagare il risparmio sulla sanità».

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