Top_menu

- Omotossicologia -

  • Facebook
  • Twitter
  • Email

Alcuni hanno definito l’Omotossicologia “l’Omeopatia del 2000″

In estrema sintesi l’omotossicologia, pur affondando le sue radici nell’omeopatia classica si rifà alla fisiopatologia in sede di diagnosi e poi si avvale delle sostanze preparate secondo i canoni della farmocopea omeopatica in sede di terapia. Nella Farmacologia sta uno degli aspetti più brillanti dell’intuizione di Reckeweg: aggiunge ai rimedi classici dell’omeopatia una serie di nuovi principi farmacologici, frutto dell’interpretazione biochimica e immunologica delle malattie. Questi sono: i nuovi ceppi nosodici, i Catalizzatori intermedi del ciclo di Krebs, gli organoterapici suis, gli allopatici omeopatizzati, i preparati composti.

Omotossicologia = etimologicamente  “studio dei fattori tossici per l’uomo”, identifica nella omotossine la causa a cui ricondurre etimologicamente tutte le malattie.

Tossine esogene = batteri, virus, tossine alimentari, inquinanti ambientali Tossine endogene = prodotti intermedi dei diversi metabolismi, cataboliti finali.

Teoria di Von Bertanlaffy : ” l’organismo è un sistema di flusso in equilibrio dinamico”. se l’omotossina non è particolarmente virulenta e i sistemi emuntoriali sono efficienti, essa attraversa l’organismo-sistema di flusso senza determinare alcuna interferenza nella omeostasi che resterà quindi in equilibrio, cioè in salute. Se la tossina è aggressiva o i sistemi di drenaggio emuntoriale sono insufficienti si ha un’alterazione dell’equilibrio; l’organismo tende al ripristino della “omeostasi” ed innesca meccanismi supplementari di tipo autodifensivo: le malattie.

In base all’entità dell’aggressione e dell’integrità del sistema autologo difensivo (Sistema della grande difesa) l’organismo manifesta quadri clinici che si possono classificare in sei fasi: 3 fasi umorali = patologie funzionali per la medicina accademica;  3 fasi cellulari = patologie d’organo per la medicina accademica. Fasi umorali : Escrezione, Reazione, Deposito; Fasi cellulari: Impregnazione, Degenerazione, Neoplastica. Reckeweg da grande importanza alla Fase di reazione, in quanto l’omotossicologia è una rivisitazione critica del fenomeno infiammatorio. Ad ogni attacco tossinico segue l’infiammazione, meccanismo di difesa antiomotossica volto alla depurazione del tessuto connettivo dalle omotossine che alterano il sistema di flusso. L’infiammazione realizza la “combustione” delle omotossine attraverso la trasformazione chimica delle omotossine in omotossoni. Quindi l’infiammazione è:

  1. un processo fisiologico di detossificazioneDr. reckeweg
  2. malatti necessaria per guarire
  3. processo utile per bruciare le tossine durante la “febbre”
  4. “digestione parenterale”
  5. “digestione omotossinica”

Nell’omotossicologia tedesca l’esigenza terapeutica, che richiede l’uso delle potenze decimali (DH), è organicistica, rinunciando alla individualizzazione del malato. Agisce sulla malattia in atto a livello molecolare, tissutale e organico. Spesso la potenza decimale è derivata da sostanze vegetali o animali, e va molto bene per il drenaggio emuntoriale. E’ una terapia di base nella prevenzione e cura di stati morbosi di autointossicazione cronica.

tessuto connettivoL’Omotossicologia arriva in Italia negli anni 80 e viene ben accolta perchè:

  1. permetteva ai medici allopatici di avvicinarsi all’omeopatia, partendo da una diagnosi sui reperti anatomo-clinici come insegnato all’università
  2. Permetteva ai medici diperseguire una terapia finalizzata alla guarigione della malattia. mentre a cura del malato nella sua globalità, propria dell’Omeopatia, esige una preparazione ed una apertura mentale che non s’improvvisa.
  3. Le potenze decimali dei preparati omotossicologici hanno facilità di manipolazione ed una veloce capacità di eliminare la sintomatologia.
  4. Infine poter curare la malattia attraverso la cura del malato e con un solo rimedio non s’improvvisa.

L’Omotossicologia italiana utilizza le potenze centesimanli ed è un metodo olistico che considera l’aspetto mentale, emozionale e somatico del Paziente. Inizia dalla malatti per portarsi poi alla totalità del soggetto. Inizialmente ci si affida ai complessi, agli unitari, alle bioterapie, infine all’individualizzazione del Simillimum. Si colloca a cavallo tra l’Omotossicologia tedesca e l’Omeopatia classica. A chi si è preposto di diventare un esperto omeopata unicista si dovrà ricordare che con l’Omotossicologia potrà risolvere i casi più gravi della malattia lesionale (fasi cellulari). Spesso l’omotossicologia è un passaggio obbligato per diventare un buon omeopata. Infine la strategia omotossicologica è di ampio respiro e lascia spazi a molti tatticismi, con essa ci proponiamo di raggiungere i seguenti obbiettivi:

  • Rispondere alla malattia prescrivendo uno o più rimedi di Fase Reattiva
  • Perfezionare l’azione del rimedio di Fase affiancandogli un omeoterapico unitario specifico.
  • Attivare gli emuntori con rimedi di drenaggio omotossinico.
  • Attivare i meccanismi di difesa prescrivendo farmaci di stimolo immunologico.
  • Rafforzare i tessuti danneggiati prescrivendo rimedi organotropici-tissutali conformi al biotipo del malato
  • Di avviare azione di sostegno mirato prescrivendo organoterapici.
  • Eliminare le scorie della cronicità prescrivendo nosodi.
  • Restaurare la respirazione cellulare prescrivendo biocatalizzatori e/o chinoni.
  • Riparare i danni causati da farmaci allopatici prescrivendo l’allopatico omeopatizzato.
  • Eliminare una particolare allergia con l’allergenoterapico specifico.

, ,

No comments yet.

Lascia un Commento


otto − = 2

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Email
Print