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Mafia e politica, ovvero ” uniti si vince”

 

Il pm Antonio Ingroia, intervistato da Sandra Amurri sul “Fatto Quotidiano” del 17 Agosto afferma che: ‹‹ … percepire la mafia come un problema di ordine pubblico, non vedendone l’altra faccia, la sua rete di relazioni dentro la nostra società, che coinvolge e condiziona politica ed economia …. Non vedere questo non ci permette di cantare vittoria. Borsellino diceva che il nodo della lotta alla mafia è essenzialmente politico e, dunque, se si continua ad affrontarlo sul fronte del regime carcerario e della cattura dei latitanti, senza tenere conto della capacità del fenomeno mafioso di rinnovarsi, valutando con adeguata preoccupazione i casi di collusione con la politica, la mafia non la sconfiggeremo mai. L’avremo sconfitta quando non avrà più nessuna capacità di sostituire i quadri arrestati e di mantenere la capacità di condizionamento della politica e dell’economia, emerse in questi ultimi tempi dalle indagini delle procure ››.

Altro passaggio importante dell’intervista è quando lo stesso Ingroia afferma: ‹‹ si deve intervenire adeguando l’Articolo 416 ter che oggi punisce solo il politico che in cambio dei voti mafiosi offre soldi e non quello che offre appalti o altri favori …. ››.

 

Questa intervista offre molti spunti di riflessione su quanto danno hanno arrecato al nostro Paese, i politici che si sono fatti corrompere dalla mafia e che hanno permesso a quest’ultima di infiltrarsi nei posti di comando dell’economia e della politica. Chiunque si ponga come obbiettivo quello di governare il nostro Paese, senza essere complice di questo sistema economico-politico-mafioso, traendone vantaggi personali, dovrà impegnarsi a rompere questa catena. Per riuscire in questo, il suo operato dovrà essere improntato alla trasparenza, non dovrà in alcun modo essere ricattabile e, soprattutto dovrà liberare il Parlamento dalle “mele marce”, colleghi politici indegni del posto che occupano in quanto ottenuto in cambio di appalti o favori resi alla mafia.

Nella difficile lotta per interrompere questo condizionamento della mafia sulla classe politica e imprenditoriale, oltre alla confisca dei patrimoni mafiosi, ultimo quello di 800 milioni di euro all’Ingegnere Michele Aiello, divenuto negli anni il re dell’ospedalità privata siciliana, ritengo utile sequestrare anche i patrimoni che personaggi politici corrotti sono riusciti a mettere insieme in seguito ad “affari” con personaggi mafiosi o imprenditori che con la complicità di questi stessi politici hanno truffato la Pubblica Amministrazione.

La storia di Michele Aiello è emblematica di questo stretto rapporto tra politica e mafia e di come questo connubio porti a guadagni miliardari a spese della Regione e quindi in ultima analisi da parte dei cittadini tutti. Sequestrare i guadagni di tutti i soggetti implicati in questi episodi è solo un atto di giustizia verso lo Stato che è stato truffato.

 


"La mafia non è affatto invincibile , è un fatto umano e come tutti i fatti umani

ha un inizio e avrà anche una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio

e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi

cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni"
(Giovanni Falcone) da MEMORIA

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