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L’Italia non crede nelle auto elettriche


Un ritardo culturale e industriale che ci taglia fuori dal percorso di ricerca e innovazione legato alla mobilità sostenibile, ma anche dalla diffusione dei mezzi di trasposto sostenibili

Pubblicato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) un rapporto sui paesi che adottano politiche virtuose per la diffusione e  il sostegno alla mobilità sostenibile.

Non c’è l’Italia. Il ritardo con cui il nostro Paese affronta il problema della ricerca sui nuovi mezzi di trasporto e la mancanza di azioni mirate per il loro incremento risalta in tutta evidenza anche nel rapporto “EV CityCasebook”.

Il focus è sulle auto elettriche. Anche se il mercato dell’auto comprende oggi diversi veicoli alimentati con carburanti e tecnologie più pulite, le auto elettriche sono le sole a consentire una drastica riduzione delle emissioni di CO2: 50 grammi per ogni chilometro, contro i 100/150 grammi emessi dagli attuali modelli tradizionali più efficienti e i circa 90 emessi dalle ibride.

Secondo il Report i IEA, sono 16 le città o regioni che più e meglio si stanno attrezzando.
Al primo posto Amsterdam, nella cui circoscrizione circolano 10 mila elettriche su un parco auto di 250.000,  che punta ad avere nelle sue strade solo auto elettriche entro il 2040, anche attraverso l’adozione di misure fiscali dedicate.
La distanza che si separa non sta tutta nei numeri -  in Italia diecimila auto elettriche non circolano neppure nell’intero Paese – ma anche nelle scelte di politica industriale, in particolare nella rigidità e nella mancanza di ricerca e innovazione che caratterizzano la nostra industria automobilistica.
Seguono Barcellona, Berlino, BrabantStadt, Goto Island-Nagasaki, Amburgo, Helsinki, la Prefettura di Kanagawa, Los Angeles, New York, North East England, Portland, l’area del Research Triangle, Rotterdam, Shanghai e Stoccolma.
Si tratta di luoghi che hanno in comune “il forte impegno a sostegno di iniziative che hanno l’obiettivo di accelerare l’adozione dei veicoli elettrici“, pur adottando politiche e soluzioni diverse che vanno dalla costruzione di infrastrutture per la ricarica a sconti e incentivi fiscali per l’acquisto; dalle riconversioni dei parchi auto municipali, alle riduzioni sulla bolletta per chi ha l’auto elettrica.

Alcune di queste iniziative sono state assunte a livello locale dalla città di Firenze, che sta mettendo in atto anche le necessarie misure di sostegno allo sviluppo e alla diffusione delle auto elettriche.

Si tratta di un progetto ancora da realizzare pienamente, ma che si è incamminato in questa direzione.  Dopo il protocollo d’intesa firmato con la Renault lo scorso novembre, nel corso di un evento che si è svolto lo scorso 17 maggio a Palazzo Vecchio:  ‘La mobilità elettrica: dai programmi alla realtà” , la casa automobilistica francese Renault ha consegnato 24 veicoli elettrici acquistati da aziende che operano nel territorio fiorentino e di 2 destinati al Comune.

La città di Firenze si è candidata a diventare un “modello di riferimento in Italia per uno sviluppo strutturato della mobilità elettrica“. In questa occasione il presidente di Renault Italia, Jacques Bousquet, ha consegnato due veicoli elettrici di cui uno, per un certo periodo, sarà utilizzato a supporto delle attività di sensibilizzazione su mobilità elettrica e sviluppo sostenibile.

Tra gli impegni assunti dall’amministrazione comunale per fare di Firenze la città con più infrastrutture dedicate in Italia, il piano di adeguamento delle colonnine di ricarica, che attualmente sono 100 e dovranno diventare 200 entro fine anno, la definizione di politiche premianti per favorire l’accesso e la circolazione dei veicoli elettrici nella ztl (zona a traffico limitato), lo studio di progetti di car sharing e van sharing da effettuarsi con veicoli elettrici e l’impegno a promuovere l’adozione di veicoli elettrici nelle flotte sia private che pubbliche.

 

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