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- Leucemia mieloide cronica -

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Le nuove armi dell’Ematologia italiana

Oltre 300 esperti a confronto a Napoli per fare il punto sulle novità nella gestione della leucemia mieloide cronica (LMC), neoplasia ematologica che costituisce circa il 15% di tutti i casi di leucemia. L’occasione giusta per approfondire l’approvazione anche nel nostro Paese come trattamento di prima linea per i pazienti adulti affetti da leucemia mieloide cronica Ph+ (pubblicazione su G.U. n. 272 22 novembre 2011) di nilotinib, inibitore della proteina Bcr-Abl prodotto dall’azienda Novartis.

L’approvazione si basa sui dati dello studio di Fase III ENESTnd in cui nilotinib ha dimostrato di superare imatinib nell’ottenere percentuali significativamente più elevate di risposta molecolare non solo maggiori ma anche complete e nel ridurre in modo significativo la progressione di malattia. Dopo l’introduzione di imatinib nel 2001, la disponibilità in Italia di nilotinib in prima linea rappresenta un nuovo paradigma della terapia della LMC. Questo traguardo segna un passo ulteriore nel percorso verso la cura definitiva della malattia e vede Novartis impegnata nella ricerca di nuove soluzioni terapeutiche e nella definizione di nuovi approcci per la gestione della LMC in collaborazione con ricercatori ed enti accademici.

“Il follow up a 36 mesi ha confermato come il trattamento con nilotinib garantisca risposte molecolari complete che raggiungono il 30% a tre anni nei pazienti trattati con nilotinib 300 mg due volte al giorno rispetto al 15% che si ottiene con imatinib 400 mg al giorno. Questo target è quindi raddoppiato nei pazienti trattati con nilotinib e ciò è importante perché oggi sappiamo che questo è il presupposto per avere una sempre maggiore percentuale di pazienti che potranno prima o poi smettere la terapia e considerarsi definitivamente guariti”, commenta Giuseppe Saglio, Professore ordinario di Medicina Interna ed Ematologia dell’Università di Torino, Ospedale Universitario S. Luigi Gonzaga di Orbassano.

“La Leucemia Mieloide Cronica è uno dei quattro tipi di leucemia più comune” afferma Michele Baccarani, Professore di Ematologia Università di Bologna, Direttore del Centro di Riferimento Scientifico dell’Istituto di Ematologia Lorenzo e Ariosto Seràgnoli “l’incidenza della malattia è pari a circa 10-15 nuovi casi per milione per anno, per un totale in Italia di circa 600-900 nuovi casi l’anno. Con l’introduzione delle nuove terapie la sopravvivenza a 10 anni è passata dal 20% all’80% e la fase cronica della malattia si è prolungata a scapito delle fasi accelerata e blastica incrementando sempre più l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da questa malattia”.

L’Ematologia italiana? Una realtà d’avanguardia, che fa della coesione e della ricerca continua i suoi punti di forza. A ricordarcelo è Fabrizio Pane, Professore Ordinario di Ematologia – Direttore U.O. di Ematologia e Trapianti di Midollo Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e Presidente della Società Italiana di Ematologia (SIE). “La Società Italiana di Ematologia (SIE) promuove e sostiene la ricerca scientifica e la divulgazione delle conoscenze scientifiche e professionali nel campo dell’ematologia. A tal scopo la SIE ha da sempre organizzato direttamente simposi e congressi per i suoi soci dove i progressi scientifici e professionali in campo ematologico sono stati presentati e discussi ed ha stimolato ed instaurato collaborazioni con autorità sanitarie europee, nazionali, regionali e locali, con gli istituti di ricerca, con le Università, con gli Ordini professionali, con le altre Società Scientifiche e Associazioni di pazienti. E’ ovvio quindi che questa attività permette e supporta la ricerca in ematologia inclusa quella di tipo clinico. Il risultato di questa attività e di quanto è stato “seminato” nel tempo è testimoniato dall’elevato livello qualitativo della ricerca in campo ematologico in Italia che è quotata nei primi posti del ranking mondiale. L’Italia e l’Europa stanno portando avanti iniziative importanti nell’ambito della comprensione della leucemia mieloide cronica (LMC) e della standardizzazione della misurazione della risposta alle terapie”.

Nilotinib

 

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