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- Le favole per i grandi -

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Cervelli in fuga, Usa meta preferita

La prima meta sono gli Usa, dove attualmente lavora quasi la metà dei nostri “cervelli”. Seguono la Gran Bretagna (15%), il Brasile e il Canada (9%) e poi la Svezia (8%). Questo dicono i primi dati dell’Anagrafe dei ricercatori italiani all’estero, presentata ieri nel corso della Prima Conferenza nazionale sulla ricerca sanitaria. Ospitato a Cernobbio, in provincia di Como, l’appuntamento è servito a gettare le fondamenta della “comunità virtuale” di scienziati ed esperti delle discipline biomediche con cui il nostro paese vuole recuperare i suoi “espatriati” migliori. Di fatto si tratta di una sorta di network (al quale hanno già aderito 245 “cervelli”) che mira a due obiettivi: da un lato assicurare alle attività di ricerca con sede nel nostro paese il contributo “remoto” di chi è andato all’estero a lavorare, dall’altro invogliare queste persone a fare rientro a casa. «A oggi» ha ricordato nel corso dei lavori della Conferenza il ministro della Salute, Ferruccio Fazio «abbiamo soprattutto un flusso in uscita, che non rappresenta da solo un male perché i nostri ricercatori all’estero fanno bene al nome dell’Italia. Ma abbiamo anche bisogno di un flusso in ingresso, non solo per richiamare chi parte ma anche per attirare stranieri. La speranza è che questo network dia l’opportunità per aiutare i ricercatori a lavorare insieme». Tra le cause che alimentano la fuga di cervelli dal nostro paese, Fazio ha ricordato la penuria di investimenti per la ricerca ma anche la mancanza di coordinamento tra gli enti destinatari dei finanziamenti. Per il Ministro, poi, occorrono « politiche di defiscalizzazione» che incentivino la ricerca privata. «Userò tutte le armi che ho per ottenere questo obiettivo» ha detto Fazio «ma oltre ai finanziamenti servono anche nuove regole e un coordinamento che eviti la dispersione delle risorse umane in mille piccoli rivoli». Buone notizie anche per quanto riguarda la riforma dell’Università: ospite della Conferenza, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato il reperimento delle risorse necessarie a proseguire il cammino. «La riforma è urgente e indispensabile» ha detto «anche perché rappresenta l’ultima possibilità che abbiamo per evitare la fuga dei “cervelli”».

Ma di cosa ci stanno parlando? “politiche di defiscalizzazione …. riforma urgente e indispensabile…” I ricercatori italiani scappano dall’Italia perchè non hanno spazi dopo la Laurea, non hanno gratificazioni di alcun genere e la meritocrazia viene caplestata a favore del figlio di…, del nipote di…, del cugino di… Siamo una Nazione che in tempo di crisi riduce drasticamente i fondi alla ricerca e all’istruzione, prendiamo i Fondi della Comunità Europea per fare progetti che vengono solo abbozzati e per i quali sono inutili i ricercatori, servono solo le solite imprese che costruiscono scatole di cemento vuote che resteranno sempre vuote fino a quando non arriveranno altri fondi con i quali altre aziende riempiranno le stanze con apparecchiature spesso obsolete che resteranno nei loro imballaggi; poi arriveranno altri fondi che serviranno ad assumere del personale per la manutenzione…. poi non ci saranno altri fondi. Questo non è un problema, basterà mandare tutto in qualche discarica (l’importante è che l’economia sia in movimento). Il personale sarà spostato su qualche altro inutile progetto, ovviamente finanziato da soldi pubblici, quale privato sarebbe così stupido da investire in questo Paese impazzito? I “cervelli” in tutto questo sono un ostacolo, degli osservatori scomodi, ma dobbiamo trovargli un’occupazione decorosa ed allora ecco che si fà un bel concorso presso l’Università di -non mi ricordo dove- per un posto di sotto-assistente con un contratto a progetto di tre mesi con eventuale estensione di altri tre mesi con uno stipendio di entrata di seicento Euro mensili. Ma come mai questi presuntuosi che sono a capo di progetti internazionali a Seattle, Shangai, Londra, non mollano tutto e ritornano felici a lavorare nella loro amata Patria? Nessun politico se lo sa spiegare, i nostri Ministri arrancano, e noi continuiamo a credere come dei fessi alle favole.

One Response to - Le favole per i grandi -

  1. Giulio Festa 14 marzo 2011 at 17:36 #

    E’ giusto, pur se certe idee riportate portino ad ulteriori domande!

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