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- La voce di un amministratore….fuori dal coro -

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Dopo l’alluvione che ha devastato i paesi dlla Liguria e della Toscana, tutti parlano di “eventi eccezionali” e di “piogge strairdinarie”. Purtroppo la frequenza di eventi simili non ci permette più di catalogarli in questa maniera, sembrano divenuti una sorta di catastrofe annunciata ogni volta che il meteo annunci l’arrivo di temporali. L’unica sorpresa è il luogo dove avverranno l’esondazione, la frana, i crolli ed il fango che si porterà via i risparmi di una vita. Poi dal coro si alza la voce di un Amministratore locale che decide di scrivere una lettere al Presidente della Repubblica. Per scelta ho deciso di riportala senza commenti personali e con grande rispetto per la persona che l’ha scritta, ma sperando che la futura classe politica, chiamata ad amministrare, si ricordi sempre che oltre ad essere amministratori si resta cittadini e a questi si deve sempre rendere conto tutte le volte che si prendono decisioni che ricadranno su tutti.


Alluvione: lettera a Napolitano

— 27 ottobre 2011 09:15

di MAURO GALLIANO *

Egregio Sig. presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,

sono un amministratore comunale di un piccolo paese all’ imbocco della Valle di Susa in Piemonte e le scrivo in merito alle sue dichiarazioni che ho avuto modo di leggere in merito alla disastrosa alluvione che ha colpito il levante ligure e la lunigiana. Lei attribuisce i morti ai cambiamenti climatici. Purtroppo non sono d’ accordo con Lei.

Il responsabile di quella tragedia sono io: amministratore, cittadino italiano nonché elettore.

Sono io amministratore quando sono costretto ad ampliare le aree edificabili e quindi a cementificare il territorio che non è più in grado di assorbire l’ acqua piovana che così “scivola” altrove, per poter incassare oneri di urbanizzazione e quindi mantenere sano il bilancio del Comune. Quando non so urlare abbastanza la mia rabbia per i soldi che mancano per le piccole cose – mantenere puliti i canali, i torrenti di montagna, mettere in sicurezza gli argini, monitorare le frane – ma che miracolosamente piovono dal cielo per le grandi, grandissime opere. Quando imploro l’ aiuto dei volontari della protezione civile che sostituiscono le gravi lacune delle Istituzioni pubbliche anziché pretendere con ancora maggior forza (se mai fosse possibile) i fondi necessari. Quando i fondi me li  procuro, ma con gli oneri di urbanizzazione creando così un circolo vizioso senza fine.

Sono io cittadino italiano, il responsabile, quando per pigrizia, disinformazione, troppa fiducia nei miei rappresentanti evito la partecipazione diretta, la cittadinanza attiva e lascio che presunte “scelte strategiche”, quali Tav, ponte sullo Stretto, rigassificatori, inceneritori, sottraggano denaro alla manutenzione del territorio, delle sponde dei fiumi, alla messa in sicurezza delle scuole, alle energie alternative, tutte cose che  creerebbero moltissimi posti di lavoro immediati e diffusi su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto controllabili dagli enti locali e non fagocitati dalle scatole cinesi del General contractor o peggio dalla criminalità organizzata. Sono responsabile quando non faccio sentire la mia voce, quando resto a casa perché macinare chilometri in un corteo è faticoso, rischioso o peggio sconsigliato a parteciparvi dagli stessi politici (se non sono stati loro a organizzarlo e promuoverlo!) o peggio ancora perché minacciato di essere “radiato” dal mio partito di riferimento se vi partecipo.

Sono io elettore, il responsabile, quando non vigilo sull’ operato degli eletti, non li stimolo, controllo, quando dopo aver espresso il mio voto delego ad altri in toto e mi allontano per 5 anni (o quanto dura la legislatura) dalla cosa pubblica, dalla vita associativa, dal volontariato.

Quando mi lascio: abbindolare dai media e fatico a farmi una mia opinione, terrorizzare dal voto utile (per non lasciare il paese in mano alle destre, dicono gli uni, o alle sinistre, dicono gli altri), ingannare dagli apparentamenti di coloro che parenti stretti non potranno mai esserlo.

Quando non mi accorgo che miliardi di euro vengono impegnati e promessi nei programmi elettorali  per l’ acquisto di aerei da combattimento (ma l’ Italia non ripudia la guerra?) o per un inutile buco in Valle di Susa mentre una dopo l’ altra le regioni italiane si sgretolano sotto frane, alluvioni, terremoti (non sempre così intensi rispetto ai danni arrecati anche agli edifici pubblici che dovrebbero essere i più sicuri).

In una democrazia “imperfetta” quale la nostra la responsabilità è sempre mia, cioè di tutti i cittadini che liberamente e senza condizionamenti dovrebbero scegliere il meglio. Secondo me  i cambiamenti climatici, purtroppo, non c’entrano o c’entrano poco.

Non so se questa lettera giungerà a destinazione, sicuramente arriverà nelle mani di chi la giudicherà inopportuna, infarcita di demagogia e populismo, e sostiene che il Presidente della Repubblica ha sempre ragione. Io posso solo immaginare i  motivi profondi della dichiarazione in cui cita i cambiamenti climatici come responsabili della disastrosa ultima alluvione. In questo caso è da ringraziare, per la sua prudenza e grande senso di responsabilità.

La saluto cordialmente.

Sant’Ambrogio di Torino, 26 ottobre 2011

* Assessore Comune di Sant’Ambrogio di Torino (Valle di Susa), Comune di 8,59 km. con 4.843 abitanti

Rete dei comuni solidali

 

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