Top_menu

-La Danimarca punta sulle energie rinnovabili -

  • Facebook
  • Twitter
  • Email

La Danimarca ci prova: 100% di energia dalle rinnovabili entro il 2050

di Alessandra Mambri il 7 agosto 2012 ·

Il governo della Danimarca ha annunciato che entro il 2050 tutta la sua energia sarà prodotta da fonti rinnovabili. Secondo il piano energetico varato dal Governo di Copenaghen, infatti, tra meno di 40 anni il Paese dirà addio ai combustibili fossili e sarà in grado di soddisfare l’intero fabbisogno nazionale esclusivamente attraverso le fonti rinnovabili.

Il piano energetico ha anche lo scopo di vedere la Danimarca ridurre le sue emissioni di gas serra del 34% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990 e la riduzione dei consumi energetici di oltre il 12 % rispetto al 2006. Il Paese ha iniziato a sviluppare le energie rinnovabili già da parecchi anni, ed ora è un leader mondiale del settore, in particolare per l’eolico.

Il 100% di rinnovabili verrà raggiunto con un mix energetico in un Paese dove il 20% del fabbisogno energetico nazionale è già coperto dalle numerosi centrali eoliche, molte delle quali off-shore.

Per attuare la strategia energetica appena varata il governo danese sarà chiamato a uno sforzo impegnativo perché,  oltre all’energia eolica, la commissione nazionale sul Clima dovrà puntare sulle biomasse, considerate la fonte rinnovabile che potrà maggiormente contribuire alla realizzazione dell’obiettivo di liberare la Danimarca dai combustibili fossili entro il 2050. Nei prossimi nove anni, la quota di energia prodotta da fonti a basse emissioni dovrebbe aumentare fino a coprire il 42% della domanda nazionale. Sarà proprio l’energia eolica ad avere il ruolo principale, tanto che il governo spera di soddisfare il fabbisogno del Paese solo con il vento, e sfruttare le biomasse e le altre fonti rinnovabili per l’esportazione di energia.

Il passaggio alla green economy è sostenuto da tutte le forze politiche danesi, una volta varato definitivamente il provvedimento, si inizierà a lavorare per realizzare questo temerario obiettivo dando il via alla rivoluzione energetica verde che, si spera, coinvolga al più presto la politica di altri Paesi.

Questa è una delle possibili scelte che la buona politica è chiamata a indicare in una scala di priorità.

Giustamente questa scelta della Danimarca è una strategia a lungo termine che inquadra e coordina l’utilizzo delle varie fonti rinnovabili tra quelle potenzialmente utilizzabili in quel paese. Ed è quello che l’Italia negli ultimi decenni non è riuscita a fare non solo nel settore delle energie rinnovabili ma in ogni settore. La ricchezza creata negli anni sessanta non è stata utilizzata per migliorare quanto già fatto e preparare il paese alle nuove sfide degli anni duemila. Da una parte l’imprenditoria si è trasformata da macchina economica quale era in una macchina finanziaria depauperando il potenziale industriale creato, e dall’altra parte la politica ha trovato metodi più remunerativi e veloci per ottenere il consenso e mantenere il potere invece che impostare strategie e fare scelte di lungo periodo utili alla collettività.

Il nostro è un paese malato di corruzione, ricco e stupido, facile preda di speculazione ma anche non più in grado di fronteggiare la concorrenza sempre più agguerrita dei paesi che hanno messo a buon frutto i potenziali interni. Non parlo solo della concorrenza di paesi come la Cina o l’India o il vicino Est europeo, parlo della concorrenza di paesi come l’America e la Germania che fino a pochi anni fa potevano essere guardati quasi alla pari. Mi viene in mente, pensando alla nostra classe dirigente, l’immagine dei capponi di Renzo che si becchettano tra loro mentre sono destinati alla pentola. I problemi che dovremo o dovremmo affrontare sono enormi e urgenti eppure la nostra classe dirigente sta lì a discutere su cose insignificanti e prive di ogni valore strategico e sostanziale. Come avrai già capito ho perso ogni speranza che l’Italia possa uscire da questa spirale di decadenza culturale, politica ed economica. Ci attende un nuovo lungo buio e deprimente Medio Evo, proprio come alla fine dell’Impero Romano. E chissà, magari come dalle ceneri dell’araba fenice, possa poi rinascere qualcosa di buono.

Chi ha fiducia, buona volontà e forza d’animo si faccia avanti e provi a rompere questa spirale. Non sarò facile perché troverà sulla strada i capponi di Renzo e gli Azzeccagarbugli pronti a fargli la festa trascinandoli nella pentola. E’ così, come è così che si deve provare sempre fino alla fine a cambiare le cose, buona fortuna!

Maurizio & Paolo

 

, ,

No comments yet.

Lascia un Commento


− otto = 0

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Email
Print