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La caduta dei giganti

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Polifemo

Il gigante Polifemo

Non è possibile arrestare una frana, forse le asperità del terreno la possono rallentare, ma mai arrestare, la frana farà il suo corso in ogni caso. In un sistema critico anche un solo sassolino che rotola può scatenare il caos e far rovinare a valle la montagna che pareva un gigante immortale e immutabile. La situazione politica italiana è dominata da circa venti anni da persone che stanno fra noi italiani proprio come giganti, ci guardano dall’alto spesso senza capire che problemi possano averi quei poveri nanetti che vivono laggiù in basso. Proprio come i giganti sono diversi dagli altri uomini, agiscono come se fossero imparentati con qualche dio dell’Olimpo, e si godono la loro non meritata immortalità. Qualche sassolino sta però cominciando a rotolare e alcuni di loro, forse pensando al pericolo di rotolare a valle fra i nanetti, comincia a guardarsi intorno preoccupato. Circa un mese fa Matteo Renzi, attuale sindaco di Firenze, azzardò la necessità di “rottamare” i dirigenti del partito al quale appartiene. Per la prima volta un esponente  del Partito Democratico ha detto apertamente e pubblicamente ciò che noi nanetti pensiamo da tempo e ci raccontiamo sotto la doccia. Ovvero che la classe politica attuale, che controlla il paese da almeno venti anni, dovrebbe lasciare spazio a persone, magari più giovani, portatori di nuove energie e nuove idee. Un po’ il problema di sempre, scegliere se è opportuno che comandino i vecchi dotati di esperienza supportati da giovani volenterosi destinati ad attendere il loro turno, oppure che governino persone più giovani con capacità e sana ambizione affiancati dalla esperienza di anziani che hanno passato il testimone per tempo. Fin qui il problema non è semplice da risolvere: infatti chi ha più esperienza in genere sa come affrontare i problemi, sa tessere relazioni e probabilmente ha già tante conoscenze dove serve. Chi invece è più giovane è più libero nelle decisioni perché svincolato da schemi e consuetudini, conosce le nuove tecnologie e l’importanza di queste per lo sviluppo della società moderna, soprattutto è più capace di immaginare e lavorare su progetti di medio e lungo periodo. Diciamo che una stretta collaborazione tra le due competenze è auspicabile in ogni caso, ma è preferibile che siano le nuove forze a farsi carico delle responsabilità e che possano ricevere fiducia da chi cede loro il passo. Per quanto riguarda il caso italiano la scelta non è poi così difficile: chi ha mantenuto le leve del comando e si è alternato con l’opposizione nel corso degli ultimi due decenni, ha lasciato dietro di sé una montagna di macerie. La crisi economica non ha fatto altro che aggravare e velocizzare il processo di disgregazione della nostra Italia. Non è quindi per causa anagrafica che l’attuale classe dirigente dovrebbe andare a casa, ma per non aver saputo evitare che il nostro Paese finisse nelle gravissime condizioni economiche e sociali in cui si trova. E quindi la scelta obbligata è dare fiducia alle nuove forze che si fanno avanti portando con sé idee, progetti, e tanta voglia di lavorare bene per ricostruire il nostro Paese. Anche Furio Colombo, che sul Fatto Quotidiano nell’articolo “Avviso ai rottamatori” ,critica proprio Matteo Renzi perché avrebbe invitato i dirigenti attuali a farsi da parte, appartiene proprio alla antica razza di questi giganti che ci guardano dall’alto. Forse è per questo che, sentendo rotolare qualche sassolino, e avendo dato uno sguardo alla propria carta di identità, e temendo di poter presto rotolare a valle, si scaglia contro le nuove generazioni adducendo motivazioni pretestuose ed infondate. Ma ormai i primi segnali della frana che incombe sono evidenti, se poi i blocchi alla stessa sono quelli usati da Colombo possiamo stare tranquilli, una nuova stagione sta per arrivare.

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