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Inquinamento veicolare: una reale minaccia alla salute

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Risiedere nelle vicinanze di una strada ad alto traffico veicolare, potrebbe provocare , a lungo termine, disturbi respiratori e allergici. Questi sono i risultati delle indagini svolte nei comuni toscani di Pisa e Cascina dall’Unità di Epidemiologia Ambientale Polmonare dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa, insieme ad altri due Istituti CNR: l’Istituto di Scienze e Tecnologia dell’Informazione di Pisa e l’Istituto di Biomedicine ed Immunologia Molecolare di Palermo.

Chi vive entro cento metri da una strada molto trafficata, può correre il doppio del rischio di disturbi respiratori e allergici, rispetto alle persone non esposte. Recenti studi hanno confermato come l’inquinamento di origine veicolare sia un potenziale fattore di rischio. Grazie all’utilizzo del programma GIS (Geographical Information System), si è dimostrato che l’associazione tra la residenza vicino ad una strada ad alto volume di traffico (la Tosco-Romagnola che connette Pisa a Firenze) con circa 14.700 veicoli al giorno e lo stato di salute respiratoria, indagato attraverso questionari e test oggettivi allergometrici e di funzionalità respiratoria. Il maggior rischio significativo rilevato tra i maschi è stato di oltre il 76% di avere sibili persistenti; dell’80% di soffrire di broncopneupatie cronico ostruttive (BPCO) e del 107% di avere una ridotta funzionalità polmonare . Mentre tra le donne si evidenzia un rischio significativamente maggiore del 61% di avere dispnea; dell’83% di avere positività ai testi allergometrici; del 68% di avere una diagnosi di asma e del 67% di avere respiri con sibili.

Una ricerca condotta nel 2006 dall’ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LO STUDIO DELLA TOSSE in collaborazione con API e CNR su un campione di lavoratori della provincia di Bologna (studio Iceberg) ha confermato quanto detto sopra. È emerso infatti come circa il 20% della popolazione indagata soffra di tosse persistente (per almeno 3 mesi nel corso dell’anno), ma questa percentuale sale al 28% se vengono considerate le forme acute/occasionali di breve durata.  È singolare vedere come un’alta percentuale di questi soggetti siano persone sane, non fumatori, in attività lavorativa, ed una importante quota di tosse non sia da mettere in rapporto ad alcuna patologia.

La tosse si manifesta senza una precisa stagionalità e viene scatenata da stimoli aspecifici climatico/ambientali quali nebbia, smog, odori intensi e sgradevoli, ambienti fumosi, ambienti lavorativi insalubri, variazioni climatiche (caldo/freddo) oppure dal ridere o dal parlare intensamente, ma anche da sforzi fisici modesti.  Questo tipo di tosse è il più delle volte l’espressione di una “ipersensibilità recettoriale” che trova comunque nell’inquinamento atmosferico il principale fattore causale.  I valori di prevalenza di tosse evidenziati dallo studio AIST sono sostanzialmente simili nei due sessi ed in linea con quanto registrato in analoghe indagini epidemiologiche, in particolare con lo studio condotto a Pisa (Pisa 2).

Per quanto riguarda  l’azione degli inquinanti atmosferici, i meccanismi messi in luce sono i seguenti:

  1. Alterano la frequenza del battito ciliare aumentando il danno epiteliale e la permeabilità; questo comporta:
  • Una ridotta clearance muco-ciliare
  • Una facilitazione per gli agenti irritanti aerodispersi di interagire a livello delle mucose con cellule infiammatorie attivate, quali mastociti, macrofagi, cellule dendritiche
  1. Riducono i livelli antiossidanti fisiologici, che rivestono particolare importanza nel mantenere l’integrità di membrana della cellula epiteliale.
  2. Favoriscono il rilascio dalle cellule epiteliali di citochine proinfiammatorie e l’espressività di molecole di adesione cellulare che mediano il danno tissutale prodotto dall’attivazione di cellule infiammatorie quali eosinofili, mastociti e linfociti.

Il problema dell’inquinamento coinvolge non solo gli agenti irritanti esterni (outdoor), ma anche quelli all’interno delle abitazioni (indoor) : in questo caso la contaminazione del microambiente può avvenire attraverso sistemi di ventilazione o di condizionamento, attraverso la naturale infiltrazione dell’aria esterna, e soprattutto dal fumo di tabacco.

 

 

 

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