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- Inquinamento da Black Carbon -

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La World Health Organization presenta uno studio sulle evidenze epidemiologiche degli effetti del BC sulla salute umana, in particolare per quanto riguarda l’insorgere di patologie cardiopolmonari e l’aumento della mortalità

 

Nel 1952 il Great Smoke a Londra provocò oltre 4000 morti premature e più di 100.000 persone soffrirono di disturbi respiratori. Primo responsabile dell’incredibile cappa di smog che avvolse la città per quasi una settimana fu senza dubbio il riscaldamento a carbone, il cui effetto devastante venne amplificato dalle condizioni atmosferiche: temperature particolarmente rigide, niente vento e alta pressione. Da quel momento in poi il black carbon, pigmento, prodotto dalla combustione incompleta di prodotti petroliferi pesanti (principalmente carbon fossile e catrame) venne riconosciuto a tutti gli effetti come una componente di grande rilievo dell’inquinamento atmosferico.

Di recente la stessa Milano ha dato il via alle misurazioni del black carbon all’interno di Area C. “Il Black Carbon, tracciante degli inquinanti legati al traffico, risulta un ottimo indicatore di prossimità – come evidenziato da un’apposita Task Force della Organizzazione
Mondiale della Sanità, e probabilmente verrà normato dalla UE entro l’anno 2012″.

Il report della World Health Organization presenta i risultati di una rassegna sistematica delle evidenze epidemiologiche, presenti in letteratura, degli effetti sulla salute del BC misurabile in aria ambiente.

Gli studi fornirebbero sufficienti evidenze dell’associazione fra l’insorgere di patologie cardiopolmonari e mortalità con l’esposizione al BC. Gli studi tossicologici suggeriscono inoltre che il BC può operare come un vettore universale per un’ampia varietà di agenti chimici a diversa tossicità per il corpo (es. polmoni, circolazione arteriosa sistemica).

Sebbene il BC non sia il principale componente tossico del particolato fine, riducendo l’esposizione al particolato contenente BC, si dovrebbero ridurre non solo i suoi effetti sulla salute, ma si contribuirebbe alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

 

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