Top_menu

- Influenza: molti medici non vaccinati -

  • Facebook
  • Twitter
  • Email

Influenza stagionale, troppi medici non si sono vaccinati

Sono ancora troppi i medici che rifiutano di vaccinarsi contro l’influenza. Mentre in tutta Italia la campagna stagionale per le fasce di popolazione a rischio è ormai entrata nel vivo, dalle società scientifiche della medicina arriva un bilancio non proprio esaltante sulla diligenza con cui la classe medica si è sottoposta alla profilassi riservata alle categorie sanitarie. «Così come altri operatori» ricorda Claudio Cricelli, presidente della Simg (Società italiana medicina generale) «tutti i medici dovrebbero vaccinarsi contro l’influenza per non essere veicolo di contagio nei confronti dei propri pazienti e per evitare assenze dal lavoro che potrebbero essere controproducenti. Come tutti gli anni, all’approssimarsi della campagna Simg ha rivolto ai medici di famiglia un invito perché si vaccinassero e ne ha lanciato un secondo nelle settimane scorse». Tuttavia, sono ancora troppi i Mmg “renitenti”. «E’ una percentuale che negli anni si assottiglia» conferma Cricelli «ma c’è ancora da lavorare. Quanti sono? Difficile fare stime visto che mancano dati ufficiali, ma in base all’esperienza personale credo si possano stimare attorno al 20%. La verità è che i medici sembrano più attenti alla salute degli altri che alla propria». Stesse valutazioni da Roberto Stella, presidente di Snamid (Società nazionale medicina interdisciplinare): «Quelle sono le grandezze ma va messa in conto un’alta variabilità regionale. In Lombardia, per esempio, i medici di famiglia che si sono chiamati fuori sono una percentuale quasi inesistente». Le cifre invece sembrano peggiorare se si allarga lo sguardo alla classe medica nel suo insieme. «Non voglio azzardare cifre perché non è mia abitudine» è la valutazione di Paolo Villari, segretario generale della Siti (Società italiana igiene e medicina preventiva) e ordinario di Igiene alla Sapienza di Roma «ma non credo che le percentuali di adesione siano molto diverse da quelle registrate due anni fa per la profilassi da H1N1, di cui sono disponibili i dati». Per Villari, le cause di questa resistenza sarebbero le stesse che oggi alimentano nell’opinione pubblica uno scetticismo generico nei confronti dei vaccini. «Si può dire» spiega «che questi farmaci sono vittime del loro stesso successo: hanno consentito di debellare alcuni importanti virus e oggi c’è chi si chiede a che servano. E quando a pensare così sono i camici bianchi è ancora più preoccupante, perché è difficile che un medico scettico possa risultare convincente ai suoi pazienti».

No comments yet.

Lascia un Commento


quattro + = 9

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Email
Print