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Il valore del capitale umano

Questo è il titolo di un articolo pubblicato da “Sole 24 ore”, che riporta le parole dell’ex Governatore Mario Draghi, il quale afferma che l’Italia è incapace di crescere perché non punta sui giovani. Queste parole vengono dette proprio mentre i giovani scendono in 90 piazze italiane per manifestare la loro rabbia contro i tagli e per difendere il loro diritto allo studio. Questa protesta ha però i caratteri di una protesta un po’ di maniera con slogan generici. Nonostante questo è evidente che i giovani studenti, come molte altre parti sociali, chiedono una politica economica che sappia guardare al futuro. Sono d’accordo con Draghi quando afferma che l’unico passepartout per l’ascesa sociale ed il miglioramento della loro condizione non può essere che un ritorno ad una meritocrazia che dia di nuovo valore al merito ed ai risultati scolastici. L’Italia si sta impoverendo proprio per la mancata capacità di valutare il talento delle nuove generazioni, delegando alle famiglie e alla protezione dei genitori un precario equilibrio sociale. È da queste basi che si arriva allo squilibrato mercato del lavoro, dove coesistono settori protetti ed altri lasciati a sé stessi, gruppi massimamente tutelati e generazioni in balia del precariato.

Dobbiamo avere i giovani come primo obbiettivo delle azioni di politica economica, stimolare il loro entusiasmo, ridargli la possibilità di realizzare i loro sogni. Per are questo la strada da precorrere parte dal miglioramento degli standard scolastici, riportando la nostra istruzione universitaria al livello delle migliori del mondo; questo ci permetterà di crescere investendo in ricerca e tecnologia e di tornare quindi a competere a livello globale. Sapere che nessuna delle nostre università è tra le prime duecento nel mondo ci fa capire quanta strada ci sia da fare, ma anche quanto poco tempo abbiamo per deciderci a percorrerla.

L’alternativa sono i 70.000 giovani talenti che scelgono la strada che dall’Italia porta verso altri Paesi, senza nessun giovane che da questi ultimi la percorra in senso inverso; con questo sistema non potremo né crescere né competere con la triste constatazione che non puntare sui giovani si traduce nella catastrofica perdita del valore del capitale umano. Primo motivo per il quale ci dobbiamo indignare e agire per invertire il percorso dei giovani talenti.

 

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