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Il governo Monti blocca il registro tumori mentre la Campania è in piena emergenza sanitaria

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Politici e imprenditori in combutta con la piovra camorrista autori di una strage silenziosa

Superata la fase di acuta emergenza quando Napoli e i comuni della provincia si trovavano seppelliti dai rifiuti che talvolta andavano a formare delle vere e proprie piramidi nauseabonde di pattume, non si registra purtroppo alcun miglioramento per quanto concerne la drammatica questione sanitaria che investe la città, il suo hinterland e alcune zone della provincia di Caserta. Territori martoriati e devastati dal criminale patto tra camorra, imprenditoria e politica – reso noto da inchieste come «Adelphi» e «Cassiopea», svariati rapporti di associazioni ambientaliste, oltre che l’ottimo libro del giornalista Alessandro Iacuelli «Le vie infinite dei rifiuti» – che li ha mutati da produttori di frutta, ortaggi e vini di qualità a deposito nazionale illecito di ogni sorta d’immondizia e sostanze tossico nocive. Un luogo divenuto spettrale, ricco solo di diossine, amianto, metalli pesanti, fenoli. Sostanze micidiali e altamente tossiche che si accumulano negli organismi viventi, senza possibilità di essere smaltite. In queste terre devastate, la popolazione è in maniera inquietante falcidiata da patologie tumorali, cardio-circolatorie e respiratorie. I tassi di mortalità in continua ascesa hanno ormai superato quelli riscontrati nelle zone ad alto tasso d’industrializzazione. I comuni maggiormente investiti sono quelle situati a nord di Napoli e nella parte meridionale della provincia di Caserta. Alla luce di una siffatta situazione risulta sconcertante oltre che scellerata la decisione presa dal governo Monti di bloccare – tramite impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale – la legge regionale numero 19 del 10 luglio 2012, che aveva come obiettivo l’istituzione di un «Registro tumori di popolazione della Regione Campania». Un utile dispositivo di legge che avrebbe potuto consentire alla varie Aziende Sanitarie Locali di mettere in relazione i dati riguardanti l’esponenziale aumento di patologie tumorali in determinate zone e legarli alla presenza di scarichi abusivi di rifiuti tossici e liquami pericolosi. Il preludio alle necessarie azioni di bonifica di un territorio stuprato.
Visto che tale situazione non è venuta a determinarsi per il volere di un destino cinico e baro, conviene fare un passo indietro – prima di passare a inquietanti percentuali e numeri – per andare a ricordare chi e come ha devastato un territorio immolando la vita umana sull’altare del massimo profitto. Una tragica alleanza ai danni delle popolazioni campane.

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