Top_menu

I nuovi contadini

  • Facebook
  • Twitter
  • Email

 

Piantina di cavolo

 

Quando mi è possibile mi fermo a fare acquisti ad una bancarella di ortaggi di un produttore locale. E’ un giovane, per comodità lo chiameremo Simone, che ha dismesso la giacca e la cravatta dell’impiegato e si è dedicato alla agricoltura a tempo pieno. Fa parte di una nuova generazione di contadini che, con la zappa in una mano ed il mouse nell’altra, stanno portando in agricoltura metodi innovativi per la produzione, la comunicazione e la vendita dei loro prodotti.  Ma, più importante, stanno ri-portando tra noi la cultura di una produzione agricola più rispettosa della natura e del lavoro dell’uomo. Con queste persone potremo finalmente tornare a guardare negli occhi chi produce il cibo che metteremo sulle nostre tavole. Non più solo grande distribuzione, ma anche una rete di piccoli produttori locali che vendono direttamente i loro prodotti e  con i quali sarà possibile parlare, discutere e anche visitare le loro aziende e i loro campi. Non solo marchi famosi a garanzia dei nostri cibi, ma rapporti umani diretti, tra persone: tra chi produce e chi consuma. Come dicevo quando posso mi fermo, e proprio stamani mattina mentre sceglievo un  cardo e parlavo con Simone dei vari modi di cucinarlo, ho assistito ad una scenetta interessante che vi voglio raccontare.

Una signora si è fermata di fronte al banco e, dopo aver guardato un po’, ha chiesto: “Scusi, ma non ha dei peperoni?”. Il nostro bravo Simone la guarda stupito e risponde: “Ma signora, i peperoni sono finiti. Dovremo aspettare l’anno prossimo per averne ancora!”. La signora se ne è andata meravigliata, ma anche un po’ contrariata. Sul banco erano presenti le verdure di stagione: spinaci, cicoria, cavolfiori, cavolo nero, cardi e poco altro ancora. Non vi erano né i peperoni né tantomeno i pomodori, né altre verdure che le condizioni meteo, almeno qui nella zona intorno a Firenze, ormai non permettono più. Ho pensato che ci siamo così abituati ad avere ogni prodotto dell’orto tutto l’anno che non ci rendiamo conto che questi in natura seguono l’andamento delle stagioni. Per avere i pomodori in dicembre questi devono essere coltivati molto lontano oppure si devono impiegare grandi quantità di energia per riscaldare le serre di produzione. In ognuno dei due casi non gusteremo un saporito pomodoro come quello raccolto in agosto dal nostro contadino poche ore prima della vendita. I pomodori che vengono venduti in inverno, ma in qualche misura è vero anche per quelli venduti in estate, sono senza sapore. Sono belli rossi, un bel rosso maturo davvero invitante, ma poi li assaggi e ti rendi conto che è un pomodoro solo in apparenza. Un pomodoro non pomodoro, un qualcosa di diverso, poco naturale,  al quale ci siamo comodamente abituati.

 

Pianta fagiolini in fiore

 

Sarà anche grazie a persone come Simone che impareremo di nuovo il ritmo delle stagioni attraverso gli ortaggi della sua bancarella. Sono ortaggi coltivati in modo sostenibile dal punto di vista energetico, cioè niente serre riscaldate e niente viaggi di migliaia di chilometri, ortaggi raccolti nel momento giusto, cioè quando sono maturi e venduti poche ore dopo la raccolta. Riscopriremo i sapori autentici degli ortaggi, per alcuni invece sarà una piacevole nuova scoperta. Dai nuovi contadini come Simone non  avremo solo un rapporto fiduciario diretto, ma anche prodotti di qualità coltivati in modo più naturale ed energeticamente sostenibile. Inoltre i soldi che spenderemo in queste bancarelle andranno ad alimentare una economia locale, non si disperderanno nelle tasche di avidi grossisti residenti dall’altra parte del mondo in qualche  paradiso fiscale. Fermatevi anche voi dal Simone vicino a casa vostra, starete meglio voi e staremo meglio tutti. E lasciate perdere i peperoni in inverno, cucinatevi una bella parmigiana con il cardo. Vi assicuro che è fantastica.

No comments yet.

Lascia un Commento


− 5 = quattro

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Email
Print