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I farmaci che abbiamo a disposizione non sono sicuri

Il British Medical Journal esce a cadenza settimanale e quasi sempre nella sezione sulle ultime notizie vengono segnalati scandali riconducibili alle aziende farmaceutiche.

I reati più comunemente contestati sono:

  • promozione illegale del farmaco per indicazione non autorizzate (off label)       mbj
  • Manipolazione dei risultati delle ricerche
  • Occultamento dei dati sui danni prevedibili
  • Truffa a carico del servizio sanitario (Medicaid e Medicare)
  1. La Pfizer accetta una sanzione di 2,3 miliardi di dollari, nel 2009;
  2. La Novartis accetta una sanzione di 423 milioni di dollari, nel 2010;
  3. La Sanofi-Aventis patteggia il pagamento di più di 95 milioni di dollari, nel 2009, per truffa.
  4. La Glaxo Smith Kline condannata a pagare 3 miliardi di dollari, nel 2011, per truffa
  5. L’Astra Zeneca accetta una sanzione di 520 milioni di dollari per chiudere un procedimento per truffa, nel 2010
  6. La Roche convince molti governi ad accumulare scorte eccessive di Tamiflù
  7. La Johnson & Johnson riceve una sanzione di 1,1 miliardi di dollari nel 2012 (*)
  8. La Merck costretta a pagare una sanzione di 670 milioni di dollari per truffa a carico di Medicaid
  9. La Eli Lilly, condannata a pagare 1,4 miliardi di dollari per promozione illegale, nel 2009
  10. La Abbott costretto a pagare 1,5 miliardi di dollari per truffa a Medicaid, nel 2012

Questi reati vengono commessi in modo ripetuto

(*) La Johnson & Johnson  ha minimizzato e nascosto i rischi derivanti dall’assunzione del suo antipsicotico Risperdal,  omettendo la segnalazione di eventi avversi molto gravi (morte improvvisa, ictus, convulsioni, aumento ponderale, diabete), che anche altri farmaci antipsicotici possono provocare. Il lato peggiore di questa vicenda é che queste attività criminali colpiscono duramente anche la popolazione infantile. Più del 25% del Risperdal venduto è destinato ai bambini e agli adolescenti, anche per indicazioni diverse da quelle autorizzate.

big-pharma-e-fda   I farmaci che abbiamo a disposizione non sono sicuri.

Le aziende farmaceutiche stabiliscono da sole il livello di controllo cui attenersi;

I politici hanno allentato la loro spinta verso una forte regolazione del mercato del farmaco e sono più            preoccupati dei profitti che della sicurezza dei pazienti;

Sono presenti chiari conflitti di interessi all’interno delle agenzie nazionali sui farmaci;

   L’intero sistema si basa sul principio della fiducia, anche se sappiamo bene che le aziende barano;    quando poi vengono segnalati dei problemi importanti, le agenzie del farmaco forniscono false precisazioni che non servono a nulla. Come è possibile che abbiamo consentito lo sviluppo di un sistema che consente alle aziende di fare da valutatrici di se stesse, anche se questa modalità di verifica è chiaramente irrazionale? La valutazione dei farmaci dovrebbe essere un’attività sotto stretto controllo pubblico, mentre in realtà non lo è affatto: il denaro delle aziende circola ovunque; persino le agenzie del farmaco dipendono dai fondi delle aziende farmaceutiche e, quindi, fanno di tutto per essere ben disposte nei loro confronti. La cosa più importante è che la decisione sul fatto che un farmaco provochi danni eccessivi (in rapporto ai benefici che produce) si fonda su parametri etici – e non su criteri scientifici.

Come dobbiamo comportarci nei confronti di un farmaco che provoca la morte di un piccolo numero di persone, anche se migliora le condizioni di salute di molti altri? Non c’è alcuna regola aurea per queste decisioni e i responsabili delle agenzie del farmaco non hanno un profilo migliore di un normale cittadino per fissare la soglia ottimale. È un vero peccato che questi responsabili non consultino l’opinione pubblica rispetto a queste scelte; si scelgono invece come consulenti persone con chiari conflitti di interesse: rappresentanti delle aziende produttrici o specialisti che hanno relazioni economiche con le aziende produttrici. Gli stessi responsabili delle Agenzie del Farmaco possono avere conflitti di interesse personali; anche se non li hanno, i benefici futuri possono essere subito dietro l’angolo, chiaramente percepibili. Una decisione favorevole può aprire le porte a un successivo contratto di lavoro, molto vantaggioso, nell’azienda che ha goduto della decisione. I conflitti di interesse economico nel campo delle autorizzazioni dei farmaci sono estremamente diffusi e molti dirigenti escono dalle aziende e entrano nelle agenzie del farmaco e viceversa: il cosiddetto fenomeno della “porta girevole”.

È certamente difficile produrre cambiamenti in questo sistema e non c’è quindi da stupirsi che le persone che si muovono all’interno di un sistema corrotto cerchino di ottenere il massimo possibile, anche se questo può tradursi spesso nel fatto che persone con ottime intenzioni producano ulteriori danni.

I dirigenti delle aziende farmaceutiche non possono, tuttavia, trovare alcuna giustificazione, dal momento che hanno mentito – in modobig-pharma-e deliberato – ai medici, ai pazienti, ai membri dell’agenzia del farmaco e ai giudici. Una delle dichiarazioni abituali delle aziende farmaceutiche, quando viene reso noto all’opinione pubblica uno scandalo che le vede coinvolte, è che le loro procedure sono state modificate radicalmente nel periodo successivo allo scandalo. Questo è semplicemente falso, se si tiene conto che questi reati sono in rapida crescita.

Poiché le decisioni dei principali dirigenti delle aziende farmaceutiche implicano la possibilità di nuocere a migliaia (o milioni) di persone, le norme etiche che essi sono tenuti a rispettare sono più cogenti di quelle applicabili ai medici.

L’unica norma di queste aziende è il denaro: è la quantità di denaro che riesci a guadagnare che stabilisce il tuo valore personale.  Nelle aziende farmaceutiche lavorano molte persone oneste e rispettabili, ma il gruppo di vertice è composto da dirigenti che il criminologo Jhon Braithwaite (che ne ha intervistati molti) ha definito “spietati bastardi”.

 

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