Top_menu

H1N1-Cosa se ne dice, cosa non si dice-

  • Facebook
  • Twitter
  • Email

Questo è solamente un elenco di articoli, che si riferiscono al problema dell’influenza A-H1N1, visto dai vari organi istituzionali ed organizzazioni mediche. Lascio al lettore trarre le sue conclusioni; ma spero anche serva da riflessione su come si condizionano le scelte e come il filo conduttore di queste scelte sia la paura.

Fimmg, vaccinarsi è scelta responsabile

“Invito tutti i medici di medicina generale a vaccinarsi contro l’influenza H1N1. E’ una scelta responsabile, un atto di buona pratica clinica per contribuire ad arginare la diffusione del virus ed essere pronti a curare i propri pazienti soprattutto durante gli eventuali picchi della pandemia”. A lanciare l’appello è Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). Nei giorni scorsi il sindacato ha diffuso i risultati di un sondaggio, secondo cui il 60% dei ‘camici bianchi’ di famiglia non avrebbe intenzione di aderire alla profilassi contro la nuova influenza A. “Non condivido gli scetticismi in merito alla sicurezza del vaccino – prosegue Milillo in una nota – Come più volte assicurato dagli organismi competenti, anche se elaborato in tempi record, è costruito in maniera analoga ai vaccini stagionali antinfluenzali adiuvati con MF59″, sottolinea. “Il vaccino ha tutte le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa europea, infatti ha seguito una procedura autorizzativa centralizzata presso l’agenzia europea Emea – ricorda Milillo – Inoltre l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha potenziato il sistema di farmacovigilanza e i risultati del monitoraggio verranno messi a disposizione sul sito web dell’agenzia”.

Bianco: operatori sanitari, vaccinatevi

E’ utile ed è nell’interesse dell’intera collettività” che i medici e gli operatori sanitari scelgano di vaccinarsi contro la nuova influenza A, “sia perché sono più esposti al virus, sia perché, se si ammalano anche loro, il sistema di assistenza si blocca

A dirlo è Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) che invita i camici bianchi “a prendere in seria considerazione l’opportunità di vaccinarsi”, dopo che alcuni sondaggi hanno indicato un’alta percentuale di medici non disposti a immunizzarsi. “Siamo comunque di fronte ad una pandemia. E anche se il virus non è particolarmente aggressivo, è sicuramente molto contagioso”, ha ricordato all’ADNKRONOS SALUTE il presidente dei medici italiani. “Le ragioni per le quali è stata data priorità all’immunizzazione degli operatori sanitari sono due”, ricorda Bianco sottolineando che la scelta dei medici è individuale è non c’è obbligo a sottoporsi al vaccino. “La prima è legata al fatto che, per la loro missione di cura, possono più facilmente degli altri venire a contatto con il virus. La seconda è di interesse più generale e serve ad evitare che, quando ci sarà il picco della pandemia, non si metta a letto anche chi cura”. In base a questi due elementi “è più che utile vaccinarsi. Io mi vaccinerei”, conclude Bianco.

H1N1: Fazio, buona l’adesione medici a vaccino          

Non è così bassa, secondo il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, l’adesione dei medici italiani alla vaccinazione anti-H1N1. Si parla del 40%, un dato “molto più alto rispetto al 20% che registriamo normalmente contro l’influenza stagionale”. Ieri a Milano, a margine del congresso della Società italiana di ematologia (Sie), Fazio sottolinea che per convincere i camici bianchi a fare l’iniezione ‘scudo’ “non intendo assolutamente insistere. I medici hanno tutta la mia stima e sono perfettamente in grado di decidere che cosa fare”. Tuttavia, il viceministro ammette che “forse anche da parte nostra non sono state sufficientemente comunicate le motivazioni per cui è consigliabile che la classe medica si vaccini contro la nuova influenza”. Fazio ripete dunque le ragioni della campagna. Primo “noi vogliamo stroncare il virus al più presto, perché in una pandemia il pericolo è la ricircolazione del virus, che può causare poi eventuali mutazioni con maggiore aggressività” del microrganismo stesso. “Per chiudere rapidamente la fase di picco, però – ripete il viceministro – abbiamo bisogno dei medici. Già oggi (ieri, ndr), a Roma, ci sono state pressioni sugli ospedali e per questo bisogna ripetere che il primo trattamento contro il virus non va fatto in ospedale, ma rivolgendosi al medico di famiglia. Ecco perché sarebbe utile che, al momento del picco, i medici di medicina generale non fossero malati”. La seconda buona ragione perché i camici bianchi si vaccinino, aggiunge il viceministro, è che “in alcuni casi sono possibili complicanze respiratorie che vengono gestite nei reparti di pneumologia e di terapia intensiva. E anche in questo caso – conclude – sarebbe auspicabile che a fine anno, nella fase di picco, questi medici siano disponibili”.

H1N1: dalle erbe l’esempio di medicina integrata

E’ proprio nel mondo della medicina “altra”, dai medici ai pazienti, che talvolta si sentono opposizioni preconcette all’uso dei vaccini, come succede del resto nel mondo della medicina convenzionale verso quella non convenzionale. Vero è che nessuno dovrebbe avere il paraocchi, mai, in particolare in medicina. Sembrerà inverosimile, ma è proprio dalle erbe che viene un esempio chiaro e indiscutibile di vera medicina integrata, già a livello biotecnologico.

Per l’influenza già sappiamo che le piante possono dire la loro nell’ambito della prevenzione, fin da subito, a costi zero per il Servizio Sanitario Nazionale e con benefici per la salute. E ci sembra opportuno consigliare:
1) nessuna preclusione preconcetta al vaccino approvato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), per il quale si invita a seguire le linee di indirizzo ministeriali
2) attenzione vigile del paziente all’igiene e ad una alimentazione sana, genuina e ricca di frutta e verdura fresca e di stagione, ricca in oligoelementi, vitamine, minerali e antiossidanti
3) alla popolazione esposta o a rischio (bambini, anziani, sanitari, ecc.) fin da subito e per tutto il periodo invernale, piante ad attività immunostimolante. La fitoterapia consente l’uso di piante a polisaccaridi (ad es.:  l’ Astragalus membranaceus, utilizzabile in forma di estratto secco ottenuto dalla radice), piante a saponine (ad es.: le radici di varie specie di Ginseng, Panax spp, estratti titolati i ginsenosidi) e infine piante ad alcaloidi (come la corteccia di Uncaria Tormentosa, estratto titolato in alcaloidi ossindolici pentaciclici). Tutte piante che, in assenza di controindicazioni, potranno anche vantaggiosamente essere associate. I preparati ottenuti dalle varie specie di Echinacea (titolate in alchilamidi e polisaccaridi) e lo stesso resveratrolo consentono inoltre un utile complemento ai primi sintomi di raffreddamento.  Le avvertenze sono ovvie: gli immunostimolanti sono controindicati nelle patologie autoimmuni, e nei pazienti in terapia con immunosoppressori, mentre i vari tipi di Ginseng anche nei soggetti ipertesi, ipertiroidei o in terapia con anticoagulanti e/o ipoglicemizzanti  orali. Cautela in gravidanza e allattamento.

Ma la considerazione, non provocatoria, e più interessante è che proprio dalle antiche piante della medicina tradizionale cinese, vengono i primi semplici esempi di medicina biotecnologica integrata, e non a parole: la letteratura dimostra come proprio le saponine immunostimolanti di cui abbiamo appena parlato possono essere utilizzate come adiuvanti per la preparazione degli stessi vaccini, allo scopo di aumentarne l’efficacia (Song X, Hu S. Adjuvant activities of saponins from traditional Chinese medicinal herbs. Vaccine. 2009;27,36:4883-90). Un esempio sorprendente, che non ci stupisce, ma che certo dovrebbe far riflettere.

Sanità

TERRITORIO

Influenza A (H1N1) ed il gioco dell’oca

di Massimo Saruggia

Sull’influenza A (H1N1) continuiamo a ricevere notizie, ma alla maniera di quelli che Zygmunt Bauman chiama global bywatchers, persone che le ricevono frullate, mescolate e tra loro contraddittorie. Se negli stati Uniti il Presidente Obama ha decretato lo stato d’emergenza, in Italia i medici “disertano” la campagna vaccinale lanciata dal Ministero per la profilassi delle categorie a rischio, quelle che per ragioni sociali e professionali non possono correre il rischio di ammalarsi. Il Ministero della Salute annuncia, trionfante, che il vaccino è sicuro: “Mi risulta che sinora si sia verificato un solo caso di rush cutaneo, cioé di arrossamento della cute: una reazione allergica localizzata che si è risolta spontaneamente senza problemi”. Come se se gli effetti collaterali si materializzassero solo in questa forma carnalmente medioevale. La massa invece, che sembra saperla più dei singoli – espressione di un sapere più supposto che condiviso – al mercato non si ferma alla prima bancarella e non si vaccina o non lo fa come ci si attendeva. Di fronte a questo reale che irrompe e spariglia le carte quale è il corrimano a cui reggersi per non restare ancorati ad una posizione saturnina e sospesa nelle incertezze? I requisiti più importanti della verità sono, ancor più della sincerità, l’accuratezza e la precisione. Proviamo allora a mettere ordine in questa storia di pandemie, vaccini, nuova o vecchia influenza.
– I criteri del WHO per definire la pandemia sono basati sulla modalità di trasmissione animale-uomo e uomo-uomo, registrano quindi il numero di casi nei diversi paesi, piuttosto che la virulenza del virus. Al contrario le informazioni dei mezzi di comunicazione e della stessa WHO tendono a dare alla popolazione l’idea che la rapida diffusione dell’ influenza sia la conseguenza della virulenza del virus.
– L’influenza suina, causata dal virus H1N1 non è una nuova malattia. Negli ultimi due anni diversi casi di questa influenza sono stati riportati in Spagna e negli USA.
– La maggior parte dei pazienti cui è stata posta la diagnosi di influenza suina sono guariti completamente dalla malattia senza richiedere cure mediche particolari e senza il ricorso a farmaci antivirali. Sino al giugno 09 sono stati confermati in tutto il mondo 51.702 casi con 230 decessi dovuti a complicanze: una mortalità del 4.45 per 1000, molto più bassa rispetto a quella attesa dal WHO.
– Tutti i più recenti report mostrano che la popolazione oltre i 60 anni d’età è a minor rischio di influenza. Il 72% dei casi osservati in Messico e negli USA hanno colpito soggetti inferiori ai 30 anni. Questo dato suggerisce una possibile protezione crociata da parte del vaccino stagionale dell’influenza nei riguardi dell’influenza A (H1N1).
– Non vi è ancora una informazione sufficiente circa l’uso su larghissima scala degli antivirali oseltamivir e zanamivir per la prevenzione e la cura dell’influenza A (H1N1).
– E’ necessario tenere in considerazione osservazioni recenti sull’insorgenza di resistenze virali ai due farmaci consigliati per la prevenzione e la cura dell’influenza A (H1N1).
“Que reste-t-il de la pandemie?”. Un messaggio di calma tranquilla e di sicurezza, per evitare che ciascuno si senta come il protagonista del gioco dell’oca, che ritorna sempre alla casella di partenza.

INGREDIENTI DEl VACCINI PER L1INFLUENZA SUINA 2009

INGREDIENTI DEl VACCINI PER L1INFLUENZA SUINA 2009 Quello che segue e un elenco incompleio (ma ugualmenie significativo) degli ingredienti del vaccino, diviso per case produltrici: ClaxoSmithKline Plc con sede a Londra Ingredienti d& suo vaccino: ADIUVANTE ALLUMINIO: un composto contenente alluminio. Rilascia un a…ntigene (una sostanza attiva che è in grado di generare una risposta immunitaria maggiore dal corpo, e quindi lo fa reagire con i prodo Lii di iale risposta), causando forti reazioni die possono comprornettere ii sisterna immunitario. E’ stato associato alla Sindrome della Guerra del Colfo che ha causato enormi danni permanenti a migliaia di militari. L’alluminio è una causa nota di disfunzione cognitiva. ASO3: SQUALENE, l’adiuanie di cui la GlaxoSmiihKline detiene i diritii di proprietà. (Piü avanti ce la descrizione dello squalene) DARONRIX: vaccino della Glaxo dell’influenza aviaria H5N1. FOSFATO DISODICO: una polvere bianca, solubile in acqua salata. F’ usato come additivo anti-agglomerante. Questa sostanza chirnica inorganica e usata anche come fungicida e microbicida. FORMALDEIDE: una nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduitivo e per lo sviluppo. F’ interessanLe noiare che nel 2007 la California ha utilizzato piti di 30.000 tonnellate di questa sosianza cancerogena come microbicida sulle 50 piü importanti coltivazioni sparse nd suo territorio. OCTOXYNOL 10: (anche noto come Triton X-100) un detergente, emulsionante, umidificanie e antischiuma. (L’Octoxynol-9 e un spermicida.) Puô alterare l’aitività metabolica, danneggiare le membrane, e causare un rapido declino delle funzioni delle cellule. POLISORBATO 80: Conosciuto anche come Tween 80. F usato come emulsionante nei cosmetici, ed è uno degli ingredienti del Gardasil, ii vaccino contro ii cancro al collo dellutero che viene imposto o promosso alle adolescenti. Questo ingrediente e noto per provocare infertilità, convulsioni epilettiche, aborti spontanei, e shock anafilattici che possono essere mortali. Finora sono stati segnalati 28 morti a causa del Gardasil. CLORURO DI SODIO: sale da tavola raffinato. Ii sale naturale è un complesso minerale che equilibra iacqua dentro e fuori le nostre cellule. Al contrario il sale raffinato, cloruro di sodio, viene trattato chimicamente e contiene molte altre sostanze chimiche nascoste che distruggono le proprietà curative del sale naturale. Ii corpo puô ottenere la maggior parte del suo fabbisogno giornaliero da una dieta con alimenti biologici che escluda gli alimenti lavorati. SQUALENE: un olio naturale ricavato dagli squali (per lo si trova nel fegato). Lo squalene induce infiammazioni croniche mediate dal sistema immunitario, in particolare delle giunture, che I medici chiamano artrite reumatoide. Le conseguenze sulle persone che hanno già una infiammazione prodotta dal sistema irnrnunitario non sono irrilevanti, come pure l’insorgenza di nuovi casi di lupus e stanchezza cronica. Lo squalene viene aggiunto a tutti i nuovi vaccini. F associato alle migliaia di militari che hanno contratto la ‘Sindrome del Golfo” e hanno subIto danni irreparabili del sistema immunitario, compreso lupus, sderosi multipla, fibromialgia e artrite reumatoide. THIMEROSAL: (MERCURIO) Lo si trova in tutte le dosi multiple di vaccini. Qualsiasi quantità di rnercurio e altamente tossica. Non esiste un ]ivel]o di sicurezza. Questo e stato piü volte associato ai tassi crescenti di autismo, sclerosi multipla, e ADHD. VITAMINA E: Questa vitamina antiossidante aiuta a proteggere le funzioni dei globuli rossi del sangue, e contribuisce a ossigenare i nostri tessuti. Le fonti migliori sono gli oh vegetali pressati a freddo ottenuti dal germe di grano, semi di girasole e di cartamo da coltivazioni biologiche. La vitarnina E ricavata dal mais o dalla soia ora proviene spesso da fonti geneticamente modificate, e puoi stare certo che i vaccini contengono quella. Baxter International con sede a Chicago CELVAPAN, ii suo nome comune: vaccino contro l’influenza pandemica (H5N1) NOTA: Cli effetLi collaterali includono: cefalea, capogiri, vertigini, nasofaringile, brividi, stanchezza, malessere, dolore nella zona di iniezione. Non ci sono indicazioni sulla dose di vaccinazione del CELVAPAN e sulla frequenza della sornrninistrazione per i minori di 18 anni e per le persone che harnto malattie autoimmuni. Ingredienti del vaccino: delle cellule in coltura sono prese da una specie di scimmie, chiamata Scimmia Verde AJ+icana, attraverso un processo con cellule”Vero” (nome dato a stirpe di cellule inizialmente prelevate dalla scimmia verde), invece del tradizionale sislema basato sulle uova. I tessuli prelevali da quesla specie di scimmie sono stati responsabili della trasmissione di virus, tra cui 1’HIV e la poliornielite. La Baxter ha posto una richiesta di brevetto su un processo che utilizza questo tipo di coltura cellulare per la produzione di quantità di virus infettivi, che vengono poi raccolti, inattivali con formaldeide e luce ultravioletta e detergenti. La Baxter ha prodotto Lutti i componenti del vaccino per l’H5N1 (influenza aviaria) in una stirpe di cellule “Vero” derivate dal rene di una scimmia verde africana. I dellagli della produzione di questo vaccino non sono ancora stati resi accessibili al pubblico. VACCINO COMPLETO PER L’H5N1, ottenuto da cellule “Vero”. (Vedi sopra). TROMETAMOLO: noto anche come Tris o Tham. Un composto organico che pub essere nocivo se inalato. Evitare il contatto con gli occhi, la pelle, e i vestiti. Effetti a lungo termine: nessun data. Informazioni ecologiche: nessun dato. CLORURO DI SODJO POLISORBATO 80, e acqua per l’iniezione. (di che tipo? con il cloro?) Novartis International AG con sede a Basilea, Svizzera Focetria, o chiamato con il suo nome comune: vaccino contro la pandemia influenzale. BrevetLalo 18 maggio 2007. NOTA: Cli effetti collaterali sono: mal di testa, sudorazione, dolori articolari, malessere febbre, brividi, e ii dolore nellarea di iniezione. IngredienLi del vaccino: VIRUS: lazienda sta utilizzando una linea cellulare proprietaria. (Non si sa se vengono impiegati Lessuti di cane o di scimmia verde. Non sto facendo ironia) Utilizzando questo processo, invece di far crescere i ceppi del virus nelle uova di gallina, ha drasticamente ridotto ii tempo necessario per iniziare la produzione del vaccino nei suoi laboraLori in Germania. Ii Focetria non deve essere somministralo a pazienti che hanno una reazione anafilattica (reazione grave) a uno del componenti del vaccino, o di qualsiasi sostanza in tracce nel vaccino, come uova, proteine di polio, kanamicina, neomicina (due antibiotici), formaldeide, bromuro di cetiltrimetiIammonio (CTAB, un disinfettante utilizzato per sterilizzare utensili e strumenti) e polisorbato 80. Il foglio del dati sulla sicurezza del CTAB riporta che le sue proprietà chimiche, fisiche e tossicologiche non sono state investigate esaurientemente ma è irritante per le mucose e il tratto respiratorio superiore. F catalogato anche come diserbante e microbicida. SOUALENE: vedi sopra. MF59: Un adiuvante proprietarlo a base di olio che contiene Tween 80, Span85, e squalene. L’MF59 ha sostanzialmente una pitI elevata reattività genetica e tossicità sistemica di quella dellallume. Questo adiuvante fa parte di una nuova generazione di potenti booster per i vaccini. I precisi meccanismi d’azione della maggior parte degli adiuvanli sono ancora solo parzialmenle compresi. Sludi sul ratli con adiuvanti a base ollo hanno dimostrato gravi reazioni tra cui paralisi, deformazione degli arti, malattie autoimmuni, gravi forme di artrite e gravi effetti sul sistema immunitario. La FDA al momento non ha ancora approvato il suo utilizzo in qualsiasi vaccino. SPAN85: brevettato dalla Chiron (acquistata da Novartis). Ii suo nome chimico è Sorbitano Trioleato. Si tratta di un liquido oleoso usato in medicina, nellindustria tessile, nei prodotti cosmetici, nelle vernici come emulsionante, antiruggine e addensante. Alcune fabbriche in Cina si sono specializzate esciusivamenle nella produzione di Tween 80 e Span 85. Questo prodotto chimico è usato come pesticida. Viene anche usato come adiuvante per i vacciril ed è tossico per gli esseri umani per cancerogenicità, neuro tossicità, acuta tossicità, è tossico per lapparato riproduttivo e contrasta lo sviluppo nei bambini e negli adolescenti.

Omeopatia e pandemia influenzale

A volte sono rozzi, sguaiati, atrocemente privi di equilibrio. Altre volte sono, al contrario, imprevedibilmente vaghi, fragili, trepidi, evidente frutto di mode e di miti collettivi.

di Massimo Saruggia

Sono gli allarmi sulla nuova pandemia influenzale che (pare) sia in avvicinamento. Uno stato di pandemia che, come nota Tom Jefferson della Cochrane Vaccines Field, è stato dichiarato modificando addirittura i criteri stessi che la definiscono (non si fa più menzione ad esempio della elevata mortalità). Ma un discorso circolare e non provato finisce per diventare convincente. Un “entinema” direbbe Aristotele, un ragionamento che, malgrado le premesse incerte, si radica nella mente. E le credenze false che ne derivano sono assai difficili da estirpare. Molto di quel che si dice di sapere intorno a questa pandemia è infatti incerto, virato in toni sfumati, poco è, al contrario, quello che sappiamo per certo.
Sulla pandemia continuiamo invece a ricevere notizie che, animate da una eccitazione iperbolica, tendono a costruire un territorio minato ove è facile si ricorra più all’esorcismo che alla ragione ponderata. Oppure, quasi per contrasto, circolano sulla questione A/H1N1 prese di posizione che respirano superficialità e prediligono una caduta di qualità scientifica. Stretti in una impasse inarticolabile tra l’enunciato isterico “ci manca il tempo per affrontare la situazione” e quello ossessivo “abbiamo tutto il tempo” è difficile trovare un terzo tempo. Ci pare necessario dunque in primo luogo smorzare il furore del “presto occupiamocene”, da ultima spiaggia disperata, utilizzando una comunicazione che dia spazio all’evidenza e alla precisione: a) il virus A/H1N1 per ora si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale; b) la mortalità è bassa (dello 0,3% in Europa e 0,4% negli USA): c) i sintomi della nuova influenza sono assai generici e comuni al quadro clinico causato da molti altri virus o batteri, con il pericolo di sovrastimare i dati; d) i vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono allestiti con tecnologie nuove e sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità che l’Agenzia Europea del farmaco sottolineano l’importanza di una sorveglianza sui loro effetti, soprattutto considerando l’utilizzo su grandi numeri (dal 40% al 100% della popolazione a seconda degli stati), per rilevare eventuali effetti collaterali che potrebbero manifestarsi ancora in fase di sperimentazione; e) non è possibile prevedere oggi se questi vaccini siano del tutto efficaci (per diventare più aggressivo il virus dovrebbe andare incontro a mutazione, rendendo il vaccino non specifico).
La SIOMI ricorda che dal 2005 (do you remember “aviaria”?) è attivo un team internazionale per la cura omeopatica dell’influenza in caso di pandemia influenzale grave. Questo gruppo di omeopati è così pronto ad intervenire in tempo reale con protocolli di assistenza concordati in base alla situazione clinica della popolazione ammalata. Pensiamo che le nuove molecole antivirali (oseltamivir, zanamivir), attive in vitro ma con una efficacia in vivo ancora da dimostrare, possano essere un abbaglio. In molti paesi infatti (Danimarca, Giappone, Cina, USA) si è documentata l’insorgenza di resistenze del nuovo virus alla loro azione; inoltre sono frequenti gli effetti indesiderati, specie nella popolazione pediatrica (18% di sintomi neuropsichiatrici e 40% di sintomi gastroenterici in una serie di interventi in UK).
Il trattamento omeopatico sintomatico dell’influenza, la cui validità è documentata da una vasta mole di studi controllati ed osservazionali, si fonda al contrario su un pragmatismo fondato sul concetto di “more with less”: un intervento terapeutico forte, efficace, consapevole, controllato e rispettoso del soggetto. Mentre i vari approcci farmacologici sembrano mostrarci dunque l’uno i limiti dell’altro, senza fornire una visione soddisfacente e definitiva, noi continuiamo a pensare che il trattamento omeopatico della nuova “pandemia” possa essere efficace, discreto, comodo. Anzi indispensabile.

La SIOMI e l’emergenza influenza

di Simonetta Bernardini

L’omeopatia si è distinta nella cura di malattie gravi a diffusione epidemica fin dai tempi di Hahnemann. Sono noti, per esempio, i tanti casi di guarigione in era preantibiotica della scarlattina. Il Royal London Homeopathic Hospital di Londra divenne famoso nel 1800 per i successi ottenuti nella cura dei casi di colera, quando l’omeopatia si dimostrò decisamente più efficace delle terapie convenzionali dell’epoca. Ma nel nostro secolo l’omeopatia fu utile nella cura dell’influenza, anche della terribile spagnola. Davanti all’ipotesi, più o meno concreta, di una pandemia influenzale da virus A, la SIOMI ritiene di doversi occupare con responsabilità di coordinare l’attività degli oltre 1300 medici associati, la maggioranza dei quali sono anche dipendenti del SSN. Si tratta di una task force che, se collegata in rete, può scambiare informazioni sia sulla epidemiologia, sulla situazione più o meno critica di ciascuna regione, sulla gravità e sulle caratteristiche dei sintomi sia nelle età infantili che negli adulti; questo perchè sono oltre 300 i pediatri omeopati iscritti alla Società in tutta Italia, senza contare l’esperienza dei medici di medicina generale esperti in omeopatia e i medici omeopati SIOMI che lavorano negli ospedali e nelle cliniche universitarie, in grado di aggiornare la situazione relativa alle complicanze ospedaliere. Per questo motivo, considerato la grande risorsa di colleghi di cui la Società dispone e, per conseguenza, la ricchezza di informazioni mediche, il Consiglio Direttivo ha emesso un proprio documento che illustra la posizione della SIOMI rispetto alla annunciata epidemia influenzale e ha deciso di sostenere lo sforzo di collegare in rete tutti i medici iscritti i quali potranno scambiare informazioni tra di loro grazie alla moderazione affidata al Consigliere Italo Grassi, che gestirà la mailing list, e al Segretario Nazionale Gino Santini. Dal primo ottobre i medici SIOMI iscritti alla mailing list potranno confrontarsi tra di loro e con il Consiglio Direttivo e concordare, con l’aiuto della Società, le misure terapeutiche più opportune, siano esse di tipo convenzionale che omeopatico, secondo i criteri dell’approccio interdisciplinare alla cura riassunte, già nel 2002, nel documento: “Raccomandazioni per la pratica dell’omeopatia in Medicina Integrata“.

Articoli | Redazione Il Fatto Quotidiano

Influenza H1N1, tutti i dubbi sul vaccino

condividi:

feed rubrica

31 ottobre 2009

Test affrettati, buio su effetti collaterali e costi top secret.
Il governo: influenza A 10 volte più leggera della stagionale.

di Emanuele Perugini

“Il virus dell’influenza A è dieci volte meno aggressivo dell’influenza stagionale». Parola di Ferruccio Fazio, vice ministro alla salute che ieri a Roma ha voluto rassicurare ancora una volta gli italiani sul rischio legato alla diffusione del virus della influenza pandemica, l’H1N1. Un rischio blando che Fazio ha voluto ribadire. Eppure, nell’altalena tra rassicurazioni e input al panico, gli italiani continuano ad avere paura del virus ed è scattata ovunque la corsa al vaccino. «Secondo me e secondo l’opinione di molti altri ricercatori – tra cui anche quella di Luc Montagner, un’autorità in materia di virus – tutta questa ansia nei confronti del vaccino contro l’influenza pandemica è assolutamente ingiustificata» spiega Giovanni Maga, direttore del laboratorio di virologia molecolare dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia. Ma ormai il gioco è fatto: in Italia sono state comprate 21 milioni di dosi per vaccinare il 40% della popolazione. Senza però poter conoscere quanto si è speso, perché, secondo l’interrogazione avanzata da Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale, il governo ha secretato i dettagli del contratto con Novartis.

Ne vale davvero la pena?

Come in tutti i casi in cui si parla di farmaci distribuiti su un gran numero di persone, occorre infatti effettuare una valutazione seria tra i rischi che si possono incontrare e i benefici che ci si attende di ottenere. In questo caso – spiega Maga – i rischi devono essere ancora valutati del tutto mentre i benefici sembrano non essere così tanto consistenti. Per far fronte alla emergenza pandemica le case farmaceutiche e anche le autorità sanitarie internazionali infatti hanno fatto una corsa contro il tempo. Sono state velocizzate le procedure e gli standard di valutazione. In Europa l’Emea – l’agenzia del farmaco, ha autorizzato 3 vaccini (diversi da quelli a cui è stato dato il via libera negli Usa). “I test per verificare sia l’efficacia che la sicurezza di questi prodotti – dice ancora Maga – sono stati effettuati su campioni ancora troppo limitati di persone per cui non si possono ancora conoscere nel dettaglio tutti i rischi legati ad una distribuzione su larga scala. Le autorità sanitarie lo sanno ed è per questo che è attivo a livello internazionale un servizio coordinato
dall’Organizzazione Mondiale della sanità che ha il compito di monitorare la situazione e, nel caso, di correggere il tiro”.

Per esempio proprio ieri questo Gruppo di esperti per la consulenza strategica per le immunizzazioni ha spiegato che i vaccini sono sicuri e che non servono due dosi per essere al riparo dal virus. Ne basta una. È già un’importante correzione di rotta, rispetto ai dati precedenti che invece indicavano due diverse somministrazioni.

Anche le singole autorità nazionali stanno monitorando l’evoluzione della situazione. Sempre ieri per esempio quella elvetica sui farmaci Swissmedic ha bloccato la somministrazione del vaccino prodotto dalla GlaxoSmithKein, il Pandemrix nelle donne in stato di gravidanza, nei minori di 18 anni e negli adulti over 60. L’incertezza è dovuta all’additivo AS03. “I dati attuali in nostro possesso riguardano esclusivamente gli adulti, non abbiamo alcun dato per le donne incinte e quelli per i bambini sono insufficienti”, spiega la Swissmedic.

“Purtroppo è così, non ci sono dati sufficienti – conferma Maga -. Gli altri due vaccini autorizzati in Europa, quello della Novartis e quello della Baxter contengono adiuvanti che sono stati già utilizzati nella fabbricazione dei vaccini contro le influenza stagionale e se ne conoscono tutti i rischi e i vantaggi. L’adiuvante scelto da GlaxoSmithKlein invece è stato usato solo in vaccini sperimentali contro l’aviaria per cui non è stato testato adeguatamente”.

Alla fine cosa fare? «Personalmente – dice il virologo – non credo che mi vaccinerò contro l’influenza A. Non rientro nelle categorie a rischio e non sono tra quelli che si vaccinano ogni anno contro l’influenza. Però ci sono persone, e sono quelle che fanno parte delle categorie a rischio, che devono essere protette. Per tutti gli altri invece è bene valutare attentamente».

da Il Fatto Quotidiano n°34 del 31 ottobre 2009

Nuova influenza, in Francia è boom per i produttori di mascherine

Lo Stato primo acquirente, ma anche prefetture, municipi, privati

Il ministro dell’istruzione Luc Chatel annuncia che le scuole potrebbero anche chiudere a causa dell’influenza A; il governo francese vara un ampio piano per far fronte all’emergenza; e la popolazione risponde prendendo d’assalto i produttori di mascherine con filtro. Non c’è crisi per questo settore fin qui modesto che vede moltiplicarsi gli ordini. Tanto che in certi casi per far fronte alla domanda i fornitori si rivolgono addirittura alla Cina. “Ho richieste venti volte superiori a quelle che posso accettare” assicura Eric Durant, presidente di Alltex, una piccola impresa che produce mascherine filtranti di categorie FFP2 (idonee per proteggere da polveri nocive, fibre e fumi derivanti da particolato). “Produciamo centomila mascherine al giorno”, il massimo consentito dagli impianti. La sua piccola società ora impiega 11 dipendenti invece di 5. E i tempi di consegna si allungano: “prevediamo di consegnare in novembre-dicembre gli ordini ricevuti oggi”. Sperian Protection, uno dei più grossi produttori francesi, non vuole dire quali tempi di attesa ha per gli ordini, ma conferma cha funziona “a pieno regime”, il che corrisponde a “100-150 milioni di maschere fabbricate all’anno”. Non solo, intende aumentare la sua capacità produttiva del 60% “nei prossimi mesi”. I distributori che lavorano sul territorio francese o per l’estero hanno anche loro ritardi di mesi nelle consegne. “Per ora consegnamo a inizio ottobre” spiega Guillaume Ziegler, della Girod Medical, e aggiunge che ha dovuto rivolgersi a fornitori cinesi perché quelli francesi non riescono a soddisfare il mercato. E anche i produttori della grande Cina fanno fatica: “abbiamo già inviato richieste per il mese di novembre e stiamo pensando a quelle di dicembre”. I clienti all’origine di tanta frenesia in effetti non sono i privati cittadini, ma in primo luogo lo Stato, poi gli organi locali e le grandi imprese. Lo Stato francese ha già acquistato un miliardo e 700mila mascherine con vari gradi di protezione, molte in realtà già come precauzione per la precedente grande allerta, quella per l’influenza aviaria. Non solo, ha sbloccato 46,2 milioni di euro per l’acquisto di altri 92,4 milioni di mascherine. La Sperian Protection ha ricevuto dal governo un ordine “da circa 25 milioni di euro” per maschere da consegnare entro la fine del 2010. Sul fronte delle grandi aziende che si preoccupano per i dipendenti si contano le ferrovie francesi (SNCF) che hanno ordinato 8 milioni di maschere; il polo chimico Arkema che calcola che con le sue riserve, i suoi 9.000 dipendenti francesi possono consumare tre maschere ciascuno al giorno per due settimane. La frenesia sta contagiando anche le piccole imprese e le piccole realtà: “organi locali, municipi, prefetture” elenca il signor Ziegler. E anche i privati cittadini cominciano a chiedere, una esigenza in aumento con il rientro dalle vacanze: “arriveremo all’acme a fine settembre, quando l’influenza si propagherà in Francia”. E non ci sono solo le mascherine. L’eventualità dell’epidemia potrebbe ben presto rendere introvabili i flaconcini di gel disinfettante per le mani. La Francia ha registrato finora 550 contagi del virus ma nessun decesso. Ma secondo alcuni esperti, in autunno e con la riapertura delle scuole, il virus potrebbe contagiare dal 25 al 50% della popolazione. Non tutti sono d’accordo: a fine luglio, il celebre urologo Bernard Debré (è anche deputato conservatore) ha definito “una influenzetta” il virus H1N1, dichiarando che è meno rischiosa dell’influenza stagionale, e che i poteri pubblici la usano a fini esclusivamente politici.

Dr. Maurizio Romani

Influenza A/H1N1: raccomandazioni ai medici
Come più ampiamente descritto nel notiziario nazionale, è in corso di approntamento il piano vaccinale per contrastare la pandemia influenzale A/H1N1. I soggetti che, prioritariamente, saranno chiamati a sottoporsi alla vaccinazione, fra gli altri, saranno gli operatori sanitari in quanto è ovvio che i medici in primo luogo dovranno essere in grado di assistere e curare i pazienti e, altrettanto ovviamente, dovranno evitare il rischio di essere essi stessi potenziali soggetti del contagio. Per questo motivo l’Ordine raccomanda ai propri iscritti di sottoporsi alla vaccinazione, secondo le modalità che saranno definite dal piano vaccinale, come presupposto essenziale per garantire alla popolazione la migliore assistenza sanitaria possibile. Inoltre l’Ordine raccomanda ai propri iscritti di attenersi scrupolosamente alle indicazioni che vengono fornite dal Ministero (sito internet www.ministerosalute.it/dettaglio/principaleFocusNuovo.jsp?id=13&area=influenzaA&colore=2) e dalla Regione Toscana (sito internet www.regione.toscana.it/salute/diagnosticaespecialistica/influenza-virus-ah1n1/index.html), in quanto è dovere del medico mettersi a disposizione delle Autorità in caso di necessità.

Pandemia influenzale A/H1N1: la situazione in Italia
“Sono circa 2.700 i casi sospetti” di nuova influenza in Italia. Lo ha precisato il Vice Ministro alla Salute Ferruccio Fazio, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri pomeriggio in seguito alla riunione del tavolo tecnico sulla pandemia di influenza A/H1N1. Lo stesso Fazio ha aggiunto che il picco infettivo è previsto fra il 18 dicembre e il 18 gennaio. Le previsioni degli esperti valutano che tra 1,5 mln e 3 milioni di italiani si ammaleranno in 15 giorni. Sono tutt’ora vigenti le indicazioni sulla sorveglianza e controllo dell’infezione, nonchè sul trattamento dei casi con antivirali, ove appropriato e prescritto dal medico, come specificato nelle circolari pubblicate sul sito del Ministero. L’Unità di crisi ha approvato la strategia “quadro” per la vaccinazione pandemica e nel mese di agosto si sono tenute due riunioni tecniche con i referenti delle Regioni, con l’Istituto Superiore di Sanità, l’AIFA, la Difesa Militare e la Protezione Civile, per pianificare le iniziative di mitigazione dell’infezione da virus AH1N1, tra le quali l’organizzazione della vaccinazione pandemica. Alla seconda di queste riunioni hanno partecipato rappresentanti delle società e federazioni dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, per condividere i criteri della strategia vaccinale e confrontarsi sulle modalità di informazione e contatto dei soggetti da vaccinare. La campagna vaccinale per l’influenza pandemica prevede l’immunizzazione del 40% della popolazione e inizierà allorquando il vaccino sarà disponibile, una prima parte presumibilmente nella seconda metà di novembre e una seconda nei primi mesi del prossimo anno. I criteri di scelta dei gruppi target della vaccinazione pandemica convergono, anche a livello europeo e internazionale, nella direzione di offrirla prioritariamente, in prima battuta, ai soggetti a rischio perchè affetti da patologie croniche gravi, al personale sanitario che deve garantire le prestazioni assistenziali, al personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia, protezione civile, etc), al personale che garantisce la continuità dei servizi cosiddetti essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc). In seconda istanza, il vaccino sarà offerto alla popolazione dai 2 ai 27 anni, fascia d’età che, dai dati sull’andamento mondiale della malattia da aprile ad oggi, risulta essere la più colpita dall’infezione che, in tali soggetti, si trasmette più facilmente. Il Ministero e le Regioni stanno definendo più in dettaglio le modalità operative e logistiche della campagna vaccinale ed il Piano vaccinale sarà valutato e approvato dall’Unità di crisi, prima di essere reso pubblico. Per quanto riguarda il nuovo anno scolastico, inizierà regolarmente, mentre sarà valutata di volta in volta la presenza di manifestazioni influenzali nelle scuole al fine dell’adozione di eventuali provvedimenti mirati di contenimento.

Pandemia influenzale A/H1N1: la situazione in Toscana
La Regione Toscana ha già adottato misure di prevenzione e di contenimento della pandemia influenzale A/H1N1, in accordo con gli organi di riferimento nazionali ed internazionali. In particolare, quest’oggi l’Assessore regionale per il Diritto alla Salute, Enrico Rossi, terrà una conferenza stampa per illustrare le misure organizzative adottate dalla Regione per fronteggiare la nuova influenza. Per ulteriori informazioni sulle azioni a livello regionale è possibile consultare la pagina internet della Regione Toscana: www.regione.toscana.it/salute/diagnosticaespecialistica/influenza-virus-ah1n1/index.html.

Prevenzione e controllo influenza stagionale
Sul sito internet del Ministero della Salute è stata pubblicata la Circolare ministeriale relativa alla prevenzione e controllo dell’influenza stagionale 2009-2010. Il Ministero sottolinea che il vaccino stagionale è diverso e distinto, sia per composizione sia per modalità di somministrazione, dal vaccino per la pandemia influenzale da nuovo virus A(H1N1). Il vaccino stagionale non offre, infatti, protezione nei confronti del nuovo virus influenzale pandemico, in quanto i due virus sono diversi. Tuttavia, ricorda il Ministero, vaccinarsi contro l’influenza stagionale rappresenta soprattutto quest’anno un’importante misura di protezione individuale e di tutela della salute pubblica, proprio per la possibile circolazione concomitante dei due virus, semplificando la diagnosi, riducendo le complicanze e favorendo l’efficienza dell’assistenza sanitaria. Per ulteriori informazioni: www.ministerosalute.it.

IL VACCINO DALLE UOVA D’ORO

di Rita Pennarola [ 29/10/2009]

Sorpresa: nei grandi ospedali per malattie infettive buona parte di medici in servizio non intende vaccinarsi contro il virus della Suina. Succede al Cotugno di Napoli. E non solo. Vediamo perche’.

Se, come dimostrano i numeri, i colossi del farmaco, dall’alto del loro mezzo biliardo di dollari e passa all’anno di fatturato, superano di gran lunga l’invincibile industria delle armi, non risulta poi cosi’ difficile capire perche’ periodicamente, con cadenza ormai “regolare”, scoppia l’allarme mediatico sulle pandemie che, come altrettanti Armageddon, stanno arrivando a flagellare il pianeta, mietendo milioni di vittime e rendendo percio’ piu’ che mai invocato l’arrivo di specifici vaccini. Virus creati in laboratorio proprio per far nascere la necessita’ di contrastarli, mantenendo su livelli altissimi le corazzate quotate in Borsa? E, in ogni caso, quali conseguenze potranno avere sulla salute umana prodotti a base di virus, realizzati molto spesso sull’onda dell’emergenza, ma destinati alla profilassi di massa su scala mondiale (quest’anno da novembre in poi)?
Quasi “naturale”, allora, che dopo gli allarmi globalizzati sul virus dell’antrace (2001) e sull’influenza aviaria (che nel 2005 vide l’allora ministro della Salute Francesco Storace lanciato all’acquisto di dosi da milioni di euro, poi di fatto mai utilizzate perche’ nel frattempo il virus era “mutato”), oggi dovesse arrivare una ennesima “maledizione biblica”. Terrorizzante, per la maggior parte dell’umanita’, ma, per qualcun altro, provvidenziale.
Sulla influenza A o “suina” – quel virus H1N1 che sta tenendo col fiato sospeso buona parte dell’umanita’, fra propaganda dei governi, complicita’ dei grandi media nelle mani degli stessi colossi farmaceutici, ma anche fra leggende metropolitane e falsi scoop – cominciano oggi a farsi strada le prime, rigorose ricostruzioni che, dati scientifici alla mano, lasciano filtrare le terribili verita’ alla base dell’allarme planetario.
Percio’, nelle stesse ore in cui la Agenzia europea per il controllo sui farmaci da’ via libera ai primi due vaccini anti-pandemia, che saranno prodotti da Novartis e GlaxoSmithKline, arrivano impietosi dossier come quello di Luciano Gianazza, autore di numerosi libri che smascherano il dietro le quinte affaristico della medicina contemporanea. Il quale oggi parla di questi vaccini come delle nuove armi biologiche di distruzione di massa.

ACCHIAPPA LA SUINA
Dopo le prime avvisaglie della scorsa primavera, il clamore mediatico sulla suina esplode a giugno, quando la Organizzazione mondiale della sanita’ annuncia che la pandemia sara’ di livello 6, vale a dire molto elevato, scatenando la corsa dei governi all’acquisto del vaccino. L’attivita’, nei laboratori, diventa da allora frenetica. Quali rischi comportano la fretta e la conseguente, possibile approssimazione? «Alle multinazionali del cartello Big Pharma (GlaxoSmithKline, Baxter, Novartis e altre) – punta l’indice Gianazza – e’ stato assicurato che non vi sara’ contro di loro alcun ricorso per eventuali morti o gravi danni che questi vaccini possono causare».
Ancor piu’ esplicito il movente economico: «la Novartis – fa sapere Gianazza – ha raccolto ordinativi gia’ da trenta diversi Paesi. Solo dagli Usa ricevera’ 346 milioni di dollari per l’antigene e 348,8 milioni per un adiuvante. La Baxter ha ordini da cinque Paesi per 80 milioni di dosi, ma non ha ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration, quindi vendera’ al di fuori degli Stati Uniti. GlaxoSmithKline ha ricevuto 250 milioni per la fornitura agli Usa di numerosi “prodotti pandemici”. Il totale degli ordini nei soli Stati Uniti ammonta a 7 miliardi di dollari».
Numerose le sostanze tossiche, a partire dai cosiddetti adiuvanti, senza i quali i vaccini non potrebbero essere conservati ne’ mantenuti in forma stabile. Fra questi Gianazza enumera ad esempio «il thimerosal, conservante 50 volte piu’ tossico del mercurio, che puo’ provocare a lungo termine disfunzioni del sistema immunitario, sensoriali, motorie, neurologiche, comportamentali».
GlaxoSmithKline, che ha sede a Londra, come adiuvante per i suoi vaccini usa anche un composto contenente alluminio, il cui uso, in certe dosi, e’ causa accertata di disfunzione cognitiva.
C’e’ poi la formaldeide: una nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduttivo. «Nel 2007 – continua Gianazza – la California ha utilizzato piu’ di 30.000 tonnellate di questa sostanza cancerogena come microbicida sulle piu’ importanti coltivazioni sparse nel suo territorio».
Altro ingrediente comune ai nuovi vaccini e’ lo squalene, noto come sostanza che puo’ provocare l’artrite reumatoide. E i ricercatori oggi associano l’uso dello squalene alla cosiddetta “Sindrome della Guerra del Golfo” che ha colpito migliaia di soldati americani con danni irreparabili al sistema immunitario, compresi sclerosi multipla, fibromialgia e, appunto, l’artrite reumatoide.
Passiamo al secondo produttore, la Baxter International con casa madre a Chicago e una sede anche in Italia. Non si conoscono ancora fino in fondo le sostanze presenti nel nuovo vaccino, ma puo’ essere utile dare un’occhiata a quelle che si trovavano nel prodotto contro il virus H5N1 dell’influenza aviaria.
«Le cellule in coltura – si legge nel dossier di Gianazza – sono prese dalla “scimmia verde africana”. I tessuti prelevati da questa specie di scimmie sono stati in passato responsabili della trasmissione di virus, tra cui l’HIV e la poliomielite. La Baxter ha posto una richiesta di brevetto sul processo che utilizza questo tipo di coltura cellulare per la produzione di quantita’ di virus infettivi, che vengono poi inattivati con formaldeide e luce ultravioletta».
Passiamo al terzo colosso, l’elvetica Novartis International AG con sede a Basilea e una propaggine in Italia, a Torre Annunziata, ai margini del fiume Sarno, il corso d’acqua tristemente famoso per essere uno fra i piu’ inquinati d’Europa. Ed e’ proprio dalla Novartis che l’Italia avrebbe acquistato le sue dosi di vaccino anti-suina. Al pari della Baxter, la corazzata elvetica sta utilizzando una linea cellulare di cui e’ proprietaria (analoga a quella della scimmia verde) per far crescere i ceppi del virus, invece delle uova di gallina, come si era sempre fatto finora. Cio’ permette all’azienda di ridurre drasticamente il tempo necessario per iniziare la produzione del vaccino, che ha preso la denominazione ufficiale di “Focetria”.
Anche qui non mancano additivi come la formaldeide e il bromuro dicetiltrimetilammonio, un disinfettante utilizzato per sterilizzare utensili.

PARTICELLE KILLER
Altro allarme e’ quello lanciato dall’economista e politologo William Engdahl, collaboratore di testate come Asia Times e autore di libri sulla globalizzazione. A meta’ settembre il gruppo indipendente internazionale Global Research pubblica un articolo in cui Engdahl rivela la presenza di nanoparticelle nei vaccini per l’influenza H1N1. «Ora e’ saltato fuori – si legge – che i vaccini approvati per essere utilizzati in Germania e nei paesi europei contengono delle nanoparticelle in una forma che e’ risultata attaccare cellule sane e che puo’ essere mortale».
Il sistema era stato messo a punto nel 2007 dai ricercatori dell’Ecole Polytechnique Fe’de’rale de Lausanne i quali, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, avevano spiegato: «queste particelle sono cosi’ sottili che, una volta iniettate, nuotano nella matrice extracellulare della pelle e vanno di filato ai linfonodi. Entro pochi minuti raggiungono una concentrazione di cellule D migliaia di volte maggiore che nella pelle. La risposta immunitaria puo’ essere quindi estremamente forte».
«C’e’ un solo – obietta Engdahl – piccolo problema: i vaccini che contengono nanoparticelle possono essere mortali o, come minimo, causare danni irreparabili per la salute». Le particelle di nanodimensioni – viene spiegato – si fondono con le membrane del nostro corpo e, secondo studi recenti condotti in Cina ed in Giappone, vanno avanti a distruggere le cellule senza sosta. Una volta che hanno interagito con la struttura cellulare, non possono piu’ essere rimosse.
«Dopo lo scandalo dell’amianto – incalza Engdahl – e’ stato appurato che particelle di dimensione inferiore ad un milionesimo di metro, per la loro enorme forza attrattiva, penetrano in tutte le cellule distruggendo tutte quelle con le quali entrano in contatto. E le nanoparticelle sono ben piu’ piccole delle fibre di amianto. Prove effettuate a Beijing dimostrano gli effetti mortali sull’uomo».
L’European Respiratory Journal, autorevole periodico destinato a medici ed operatori sanitari, nel numero di agosto ha pubblicato un articolo intitolato “L’esposizione alle nanoparticelle e’ correlata con il versamento pleurico, la fibrosi polmonare ed il granuloma”. Si riporta quanto avvenuto nel 2008 a sette giovani donne ricoverate presso il Beijing Chaoyang Hospital. Di eta’ fra i 18 ed i 47 anni, erano state esposte a nanoparticelle per un periodo dai 5 ai 13 mesi sul posto di lavoro. Analoghi i sintomi: dispnea, versamento pleurico, liquido nei polmoni, difficolta’ respiratoria. Gli esami hanno confermato che le nanoparticelle avevano innescato nei polmoni infiammazioni e processi di fibrosi, con presenza di granulomi nella pleura. Il microscopio elettronico ha permesso di osservare che le nanoparticelle si erano collocate nel citoplasma e nel nucleo delle cellule epiteliali e mesoteliali dei polmoni.
«Il fatto chel’Organizzazione mondiale per la sanita’, l’European Medicines Evaluation Agency ed il German Robert Koch Institute permettano oggi che la popolazione venga iniettata con vaccini ampiamente non sperimentati contenenti nanoparticelle – e’ la drastica conclusione di William Engdahl – la dice lunga sul potere della lobby farmaceutica sulle politiche europee».

Vaccino H1N1 – Il contratto misterioso.

Il 7 ottobre scorso emanammo il seguente comunicato agli organi di stampa: “ … La Corte dei conti ha sollevato alcune eccezioni (in 11 punti) sulla fornitura dei vaccini. La dichiarata eccezionalità ha però vanificato la possibilità di avere delucidazioni su di un singolare contratto di acquisto del vaccino A(H1N1). Aldo Barbona  (presidente LIDU 1948 onlus)” Qualche giornale ne sta parlando molto timidamente e allora torniamo sull’argomento perché consideriamo necessario commentare la vicenda in modo più approfondito.. Il 21 settembre 2009 la Corte dei conti, che esercita  controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato, ha emanato la Deliberazione n. 16/2009/P. La Corte con tale atto tenta di dare la sua valutazione sul “contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale A(H1N1) stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis Vaccines and Diagnostics s.r.l..”. Chiede perciò chiarimenti sui seguenti 11 punti del contratto: 
1)        la decima premessa è parte integrante del contratto precisando che l’esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali;

2)        la tredicesima premessa prevede l’applicazione dell’IVA vigente al momento della consegna anziché quella vigente alla firma del contratto;
3)        l’art. 3.1 (ribadito dall’art. 5.3) prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità;

4)        l’art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell’autorizzazione all’ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico “Quality Agreement”;
5)        le garanzie poste a favore del Ministero in caso di mancata autorizzazione all’ammissione in commercio del Prodotto in Italia previste dall’art. 4.2 non appaiono correlate all’esborso finanziario sopportato dal Ministero fino a quella data, né bilanciate con quelle poste a carico del Ministero medesimo dall’art. 9.3 nel caso di impossibilità di ritiro del Prodotto;
6)        l’art. 4.4, riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l’accordo della Novartis sull’esistenza degli stessi;

7)        l’art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell’art.. 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi;

8)        l’art. 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo;

9)        l’art. 9.5 stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di disposizioni essenziali  da parte di Novartis, il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato;
10)    l’art. 10.2 considera Informazioni Riservate anche l’esistenza del contratto e le  disposizioni in esso contenute, clausola  in considerazione dell’evidenza pubblica della procedura impossibile da rispettare;

11)    il contratto appare carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi in esso concordati.
Analizzando il contratto suddetto, la Corte dei conti scopre che non può approfondire, il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché  valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi di natura terroristica (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003 – Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l’emergenza derivante dall’attuale situazione internazionale).

Scopre così che il trattamento dell’influenza A(H1N1) è stata messa nella mani della Protezione civile, alla stessa stregua degli eventi calamitosi come terremoti, frane, guerre batteriologiche, ecc. Alla luce delle considerazioni della Corte dei conti, veniamo per di più  a sapere che:
–        Anche se la Novartis non arrivasse in tempo a fornire i vaccini, noi pagheremmo lo stesso 24.080.000 euro. (Vedi punto 8).
–        Il Ministero pagherà Novartis anche in caso di “non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto”. (Vedi punto 8)
–        Il fornitore (nel caso specifico Novartis) pagherà l’IVA alla consegna e non alla stipula del contratto. (Vedi punto 2)
–        Nell’eventualità che ci siano difetti di fabbricazione, sarà la Novartis a dire l’ultima parola sulla consistenza degli stessi. (Vedi punto 6)
–        Novartis pagherà i danni in caso di difetto di fabbricazione, in tutti gli altri casi di danni a terzi pagherà il Ministero. (Vedi punti 6 e 7)
–        Per la Novartis non è prevista alcuna penalità. (Vedi punto 3).
La Corte dei conti conclude il documento affermando “Queste dettagliate deroghe – anche se non del tutto esaustive – inducono la Sezione a ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali e di conseguenza – nel riconoscere l’eccezionalità e somma urgenza dell’intervento – a non procedere alla disamina dei vari punti di rilievo sollevati dall’Ufficio di controllo.” Se ce ne fosse bisogno, abbiamo avuto ulteriore prova della incapacità dei nostri governanti nello spendere i soldi dei cittadini governati, come ci attesta la conclusione del documento al punto 11.
Roma lì, 19 ottobre 2009.
Aldo Barbona (Presidente  “LIDU 1948 onlus” – Lega Italiana dei Diritti Umani)
Massimo Andellini (Presidente  UVA  – Unione Vegetariana Animalista)

Articoli | Oliviero Beha

Chi vaccina i vaccini?Oliviero Beha

condividi:

feed rubrica

4 novembre 2009

Virus A e vaccini, cronaca di un pasticcio annunciato: dei vaccini, dei vaccinati, delle informazioni mediatiche parziali, intempestive e contraddittorie, della “merce” che viene venduta giornalisticamente come uno yogurt scaduto, senza un occhio alla data di scadenza. La cronaca la leggete confusamente tutti i giorni, ma solo da qualche giorno, da quando il panico per le morti (ma di H1N1 o d’altro? Boh…) specie dei piccini, è diventato notizia di suo.

Vaccinare tutti? Solo i piccoli? Solo i piccoli a rischio? E con quali priorità? Prima i medici e in particolare i medici di base, e il personale paramedico? O in contemporanea anche i neonati e i bimbi giacché sono disponibili dosi di vaccino perché la stragrande maggioranza di medici e paramedici non ritiene necessario vaccinarsi? E perché? Non c’è già solo in questo una leggerissima contraddizione? Mi limito qui a dettagliare una storia precisa accaduta a me, o meglio una cronaca al minuto.

Oggi è il 4 novembre: il 16 ottobre ho partecipato a Rovereto a un convegno organizzato dall’ Associazione Vaccinare informati, il cui fine è appunto di informare il meglio possibile con tutti i dubbi eventuali del caso la popolazione senza crociate pro o contro i vaccini.Quella sera stessa, durante il convegno, la radio diffondeva la distribuzione delle prime 24 mila dosi regionali, nella fattispecie per il Trentino-Alto Adige: ricordo nitidamente il tono logistico-militaresco di quell’annuncio. Nel convegno si sono affrontati temi come gli studi insufficienti e in progress sul vaccino in questione in paragone ad altri vaccini in altre situazioni, gli ipotetici (ma non se documentati, numeri alla mano) rischi delle vaccinazioni stesse, l’informazione incompleta ecc. Fino a toccare l’argomento semi-tabù, il denaro. In quei giorni, quindi 20 giorni fa, una vita se rapportati alla diacronia del panico di questi giorni, il Corriere della Sera aveva lanciato l’allarme della Corte dei Conti: non si sapeva neppure quanto sarebbe costata la dotazione (24 milioni di dosi, ma anche su questi numeri non c’era certezza) allo Stato italiano da parte della multinazionale Novartis.

Un po’ strano, effettivamente: il contratto tra Novartis e ministero del Lavoro, salute e politiche sociali veniva “impugnato” criticamente già il 21 settembre scorso (quindi 45 giorni fa, quindi due vite fa…) dalla magistratura contabile su ben 11 punti, da me riportati sul web nel mio behablog.

Nella sostanza, rimanendo all’osso, se ne evinceva che il trattamento dell’influenza A era stato messo nella mani della Protezione civile, alla stessa stregua degli eventi calamitosi come terremoti, frane, guerre batteriologiche, ecc. Alla luce delle considerazioni della Corte dei conti, venivamo per di più a sapere che:1) Anche se la Novartis non fosse arrivata in tempo a fornire i vaccini (e non è arrivata in tempo), noi pagheremmo lo stesso 24 milioni e 80.000 euro al netto dell’IVA; 2) Il ministero pagherà Novartis anche in caso di “non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto”; 3) Nell’eventualità che ci siano difetti di fabbricazione, sarà la Novartis a dire l’ultima parola sulla consistenza degli stessi; 4) Novartis pagherà i danni in caso di difetto di fabbricazione, in tutti gli altri casi di danni a terzi li pagherà il ministero; 5) Per la Novartis non è prevista alcuna penalità. Vi chiederete come la Corte abbia fatto passare tutto ciò: “Queste dettagliate deroghe – anche se non del tutto esaustive – inducono la Sezione a ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali e di conseguenza – nel riconoscere l’eccezionalità e somma urgenza dell’intervento – a non procedere alla disamina dei vari punti di rilievo sollevati dall’Ufficio di controllo”. Adesso è un po’ più chiaro il pasticcio sui vaccini? L’urgenza fa denaro come nessun’altra cosa, lo sapevate?

da Il Fatto Quotidiano n°37 del 4 novembre 2009


A questo punto spero di non avervi messo in confusione ed ognuno possa prendere la sua decisione in piena libertà di coscienzae conoscenza.

Qualunche essa sia vi auguro di NON AMMALARVI.

One Response to H1N1-Cosa se ne dice, cosa non si dice-

  1. gianpaolo 13 novembre 2009 at 15:36 #

    salve,
    ho trovato in internet un libro molto bello che spiega bene il discorso influenza suina e il relativo vaccino.

    si chiama “L’Influenza Suina A/H1N1 e i pericoli della Vaccinazione Antinfluenzale”
    lo si trova a questo link http://www.librisalus.it

    a presto

Lascia un Commento


4 − = zero

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Email
Print