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Farmaci innovativi: difficoltà di accesso

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Ultimi nell’Unione Europea. Secondo una denuncia di Cittadinanzattiva-Tribunale del Malato, l’Italia è all’ultimo posto nell’Unione Europea per avere accesso alle cure innovative. Il motivo? L’eccessiva burocrazia, che allunga i tempi. In media c’è oltre un anno di attesa dall’Approvazione continentale all’approvazione da noi, e a questi tempi si aggiungono poi le decisioni regionali, che possono portare ad avere o meno il farmaco in base alle delibere regionali.

Teniamo presente che la stessa cosa si diceva un anno fa. In una intervista al senatore D’Ambrosio Lettieri, capogruppo di FI nella Commissione Sanità del Senato egli affermava:“Si tratta di un nodo da sciogliere nel più breve tempo possibile,considerato anche che, come giustamente fa notare de Cicco, sono in arrivo farmaci assolutamente innovativi per la lotta al tumore ovarico e al melanoma metastatico che, dopo l’approvazione dell’agenzia europea Emea, potranno essere disponibili in tempi rapidi per i pazienti di altri paesi europei, ma non per quelli italiani, se non dopo un tempo medio di un anno. A questo si aggiunga la disparità con cui, una volta approvato dall’Aifa, il farmaco è reso disponibile dalle regioni, ognuna con tempi diversi che arrivano a superare abbondantemente l’anno e mezzo”.

Passa il tempo ma la nostra burocrazia non cambia mai!

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