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- Essere ecologista per migliorare la società -

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Ecologia del terzo millennio

Essere ecologisti oggi, non vuole dire essere di sinistra o di destra, vuole dire proporre una propria cultura critica sui problemi del presente, e soluzioni universali in grado di risolvere i problemi che riguardano tutto il mondo. Questo atteggiamento non mira ad ottenere posti di governo in questa fase, ma a diffondere e difendere idee ecologiste, facendo capire che la crisi attuale è certamente economica e sociale, ma soprattutto ecologica. Risolvere la drammaticità dei cambiamenti climatici è la base di una proposta politica per uscire dalla crisi attuale.

L’era del petrolio e dell’energia che si basa sulle fonti fossili è ormai alla fine; gli industriali si oppongono a questo cambiamento, ma è il pianeta che ha raggiunto il limite di sopportazione di questo sistema industriale. Si aggiunga che le crisi alimentari e le guerre dovute al controllo delle risorse, sono la causa di migrazioni di massa verso l’Europa. Sono evidenti il fallimento dei blocchi alle frontiere, dei respingimenti forzati; la soluzione è ecologica e passa attraverso la modificazione del modo di vivere, di alimentarci, di muoverci, di abitare. Se non avviene questa conversione ecologica il nostro prossimo futuro sarà tragico.

L’Italia, il “bel Paese”, avrebbe tutte le carte in regola per diventare un leader nella realizzazione di questo progetto ecologista a respiro globale. Al contrario stiamo distruggendo il nostro territorio con il falso mito della crescita e della produzione, senza comprendere che la vera crescita attualmente passa solo attraverso una nuova economia “verde” che sia in armonia con i cicli naturali e, per questo, sicura fonte di occupazione per le nuove generazioni. Per ottenere questo risultato la sola via possibile passa attraverso le fonti di energia rinnovabili; i terreni fertili con coltivazioni legate all’esperienza di chi coltiva e non delle multinazionali; con l’aria pulita e l’acqua potabile bene comune e non fonte di profitto.  Questo ci conduce verso l’idea di beni comuni che esulano dal mercato e, contemporaneamente ci rende “custodi” di questa cosa magica che è la Natura, superando il consumismo e facendoci difensori e responsabili dei nostri fratelli.

È questo l’obbiettivo che dobbiamo raggiungere, con una democrazia che parte dal basso, partecipata; con una solida cultura ecologista ed una leadership di tante persone capace di abbattere le illusioni dei partiti “ab personam” siano questi di destra di sinistra o di centro.

Fondiamo gruppi, parliamo di questi temi, diffondiamo la conoscenza: faremo politica sociale e salveremo il nostro Pianeta!

 

 

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