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Elezioni in Grecia : un’occasione perduta.

Nelle elezioni del 17.06.2012 vincono i Conservatori pro-Euro di Nea Dimokratia, dopo un testa a testa con la sinistra radicale di Syriza, il cui leader Tsipras, afferma che resterà all’opposizione. Nea Dimokratia governerà insieme ai socialisti del Pasok, formando una coalizione di governo. Il Ministro degli esteri tedesco si è detto soddisfatto che in Grecia si sia costituito un governo a favore dell’Euro, quindi la Germania è disposta a discutere una proroga per dare più tempo alla Grecia per portare avanti le riforme e raggiungere gli obbiettivi che si era data.

Mentre Alexis Tsipras, il trentasettenne leader di Syriza, che si era rifiutato di rispettare gli obblighi del programma di riforme firmato con la Commissione Europea, il FMI e la BCE, ha ulteriormente aumentato la sua popolarità, arrivando al 26.3% con 70 seggi nel Parlamento greco. Tsipras non ha intenzione di tornare alla dracma ma è convinto che per restare nell’Euro non siano necessari i pesanti tagli alla spesa pubblica, che negli ultimi due anni i leader greci hanno accettato in cambio degli aiuti internazionali. Questi tagli hanno affossato l’economia e portato la Grecia sulla soglia del fallimento con il pericolo di una catastrofe finanziaria estesa a tutta la parte sud del Continente, compresa l’Italia.

Per capire quello che sta succedendo in Grecia dobbiamo considerare anche il 7% preso dal partito neofascista e negazionista “Alba Dorata”, i cui militanti di notte pattugliano le strade, picchiando tutti gli immigrati che gli capitano sotto tiro siano essi afgani, algerini o pakistani. Queste ronde non sono altro che il corollario della politica di austerità che hanno messo in ginocchio il Paese.

In un mondo dove le elezioni sono diventate per anni la scelta tra due possibili opzioni: assegnare il proprio voto a partiti di centrodestra oppure di centrosinistra, i cui programmi sono quasi indistinguibili, la Grecia ha avuto la possibilità di fare una scelta di campo: da una parte i conservatori di Nea Demokratia e i socialisti del Pasok, dall’altra la sinistra radicale di Syriza. Quando esiste la possibilità di una vera scelta, l’Establishment è in grande panico: “Se farete le scelte sbagliate avrete povertà, devastazione e violenza”. I mercati globali erano terrorizzati dalla possibile vittoria di Syriza, ma i greci devono pensare alla loro vita quotidiana che sta peggiorando giorno dopo giorno.

I greci non sono vittime inermi, sono uomini in guerra contro i vertici dell’economia europea, per questo hanno bisogno della nostra solidarietà, perché la loro battaglia è anche la nostra. La Grecia è diventata un banco di prova per il nuovo modello socio-economico: la Tecnocrazia depoliticizzata che cerca di demolire ogni forma di democrazia. Ecco perché sarei stato più contento di una vittoria di Tsipras e della sua Syriza. Avrei potuto vedere se il tentativo di rendere l’Europa un banco di prova del capitalismo neoliberista per calpestare la Democrazia si sarebbe interrotto. Forse questa “eresia”  di Syriza era in grado di salvare quanto di buono c’è nel progetto europeo: solidarietà, uguaglianza e fiducia nel Popolo Sovrano.

 

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