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Delitto di un medico

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Delitto Carosino, la Medicina generale si interroga

Claudio Carosino ci ha tragicamente lasciato domenica pomeriggio mentre entrava a casa di un suo paziente, agricoltore pensionato, affetto da disturbi psichici, che lo ha ucciso con una fucilata a bruciapelo. Ha affrontato, in un giorno di festa, un uomo psicotico in modo intimamente consapevole del rischio che quel paziente poteva rappresentare.E così, un “dottore di campagna” come Claudio amava definirsi, se ne è andato lasciando in tutti noi sconforto ed amarezza, ma anche l’orgoglio di appartenere ad una categoria nella quale esempi di dedizione non sono né fugaci né episodici.Claudio era orgoglioso di essere un medico di campagna e non perdeva occasione per ribadirlo. A testimonianza di questo suo profondo credo era membro esecutivo di EURIPA (European Rural and Isolated Pratictioners Association), oltrechè Presidente della sezione Provinciale di Parma della SIMG e medico di medicina generale della FIMMG da oltre 30 anni.Il suo altruismo si distingueva anche nel campo sociale come dimostra la sua appartenenza ad una associazione a favore delle adozioni in Perù.

«Nella professione del medico di famiglia si integrano i due estremi, da un lato lo sforzo fisico dell’andare al domicilio dei pazienti per visitarli, talvolta in condizioni difficili e pericolose per la propria incolumità, dall’altro l’impegno per elevare costantemente la qualità delle prestazioni. E Claudio Carosino ha saputo incarnare perfettamente lo spirito della nostra professione». Con queste parole Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg), commenta la tragedia che è costata la vita al medico parmense, vicepresidente della Simg Emilia Romagna e presidente della sezione Simg di Parma. «Sono molti gli aspetti rischiosi della nostra professione che minacciano l’incolumità fisica dei colleghi» sottolinea Cricelli. «Ci sono stati medici aggrediti, feriti, uccisi mentre svolgevano la loro attività. Non viviamo in un ambiente protetto e per svolgere i nostri compiti frequentiamo case e persone che non sempre conosciamo, affrontando pericoli senza alcuna difesa». E al cordoglio per la morte di Carosino si unisce anche la Fimmg con il suo segretario nazionale Giacomo Milillo «La notizia della morte del collega ci addolora profondamente e ci lascia sconcertati. Una morte ancora più tragica perché avvenuta mentre il medico offriva assistenza domiciliare e attenzione oltre i suoi obblighi convenzionali». Così, infine, lo Snami: «Quanto accaduto faccia ben riflettere la nostra classe dirigente e l’opinione pubblica che spesso condannano i medici, ancora prima che vengano giudicati, incuranti del fatto che sono proprio i medici stessi a rischiare tutti i giorni anche la loro vita».

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