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CONMI: Scilipoti ci ripensi

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

L’Ufficio di Presidenza della Consulta Nazionale per la Medicina Integrata desidera effettuare alcune doverose precisazioni in merito al cosiddetto “movimento olistico” promosso dall’onorevole Scilipoti e all’attività che l’onorevole intenderebbe svolgere in rappresentanza del mondo delle medicine complementari e delle discipline bionaturali. Tale precisazione è vieppiù necessaria considerando la risonanza mediatica che ha avuto l’onorevole a causa delle sue recenti vicende politiche nazionali. Occorre precisare che il dottor Scilipoti, a differenza di quanto affermato dall’On. Di Pietro, non è un omeopata, ma un agopuntore. L’onorevole Scilipoti, da agopuntore, si è ultimamente adoperato per promuovere il riconoscimento parlamentare della sola agopuntura. CONMI ritiene che un tal modo di procedere sia un errore: infatti, separare agopuntura da omeopatia e da fitoterapia mirando al riconoscimento parlamentare di una sola medicina complementare non può essere utile alla causa del riconoscimento e integrazione delle medicine stesse nella cultura medica della nostra epoca storica. Tra l’altro, quanti medici sono esperti in più di una disciplina di area complementare? E quanti pazienti si curano, ad esempio, sia con omeopatia che con agopuntura? E che senso può avere creare un tale distinguo in un’epoca storica che sta ripensando alla cura sul modello della medicina integrata?

Per quanto riguarda il movimento olistico di Scilipoti. Anche a questo proposito sono indispensabili alcuni distinguo. Infatti, la mancanza di leggi nazionali di riconoscimento di tali pratiche non consente di tracciare linee di indirizzo riguardo la preparazione degli operatori. Ne può derivare una confusione pericolosa per i cittadini: non tutto è salute, non tutti gli operatori delle discipline bionaturali sono adeguatamente preparati per occuparsi della salute dei cittadini. La confusione tra medici esperti in medicine complementari e operatori non medici delle discipline bionaturali, ovvero, la confusione del “chi fa che cosa” è dannosa sia per la professionalità degli operatori sanitari che, ancor più, per la salute dei cittadini. Noi pensiamo che la Toscana possa essere un adeguato modello di riferimento per un parlamentare che desideri realmente proteggere e sviluppare il patrimonio delle terapie complementari integrandolo nel sapere medico e nei servizi sanitari per i cittadini. In Toscana, infatti (e solo in Toscana) sono operative due leggi distinte che regolamentano, l’una le medicine complementari, omeopatia, fitoterapia e agopuntura come medicine del servizio sanitario regionale; l’altra le discipline bionaturali che potranno essere erogate ai cittadini previa adeguata e accurata formazione degli operatori. La distinzione delle risorse di cura e la definizione corretta di eventuali ruoli professionali sono premessa indispensabile per garantire la piena e responsabile tutela della salute dei cittadini.

Invitiamo pertanto l’onorevole Scilipoti a non applicare la sua fantasia e spregiudicatezza politica al delicato settore delle medicine complementari e integrate su cui noi e altre associazioni stiamo lavorando da anni con risultati tangibili, come dimostra la Toscana, che attendono di essere recepiti dal legislatore nazionale.

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