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- Cibi alla diossina -

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Cibi alla diossina

In Germania vengono sequestrate 3.000 tonnellate di mangime tossico inquinato da diossina. Ma quante saranno le tonnellate che già si trovano nelle stalle degli allevatori di tutta Europa? Con quale tranquillità potremo mangiare uova, carne, latticini o fare bere un bicchiere di latte ai nostri figli? In risposta a queste domande ci dobbiamo aspettare le solite risposte da parte dei rappresentanti dei vari Governi europei: “State tranquilli, noi abbiamo fatto e continueremo a fare controlli seri, i prodotti che importiamo sono marchiati e tracciabili, quindi sono sicuri ….”

L’importante non è proteggere la popolazione da patologie più o meno gravi, ma evitare di generare il panico. Ma se è “criminale” utilizzare mangimi inquinati per nutrire gli animali, è altrettanto “criminale”, non ammettere che la situazione ambientale che ci circonda ha oramai superato ampiamente i limiti di guardia, per quello che riguarda la nostra sicurezza alimentare.  Questa è un’altra prova che il cibo è stato spogliato della suo significato più vero: non più oggetto di cura, di orgoglio e tradizione contadina tramandata con amore. Il cibo è diventato un mostro asservito alla religione del denaro.

Negli ultimi dieci anni è stata utilizzata la stessa quantità di pesticidi e fertilizzanti chimici, utilizzata in tutto il secolo precedente. Vivai di piante, vigne, coltivazioni industriali, sono divenuti luoghi pericolosi per la salute, soprattutto nel periodo di utilizzazione di fertilizzanti o antiparassitari.

Ci dicono di stare tranquilli. Non possono o non sanno dirci altro. Quello che dovremo apprendere da storie come questa, è il rapporto profondo che esiste tra cibo, ambiente, salute ed economia. Dobbiamo smettere di essere dei “passivi consumatori” di cibo, dobbiamo tornare a quella alleanza che esisteva tra i contadini che coltivano la terra ed i cittadini che si nutrono dei loro prodotti. Prodotti che vengono dal rispetto della Terra e dalla conoscenza  dei suoi cicli biologici, che niente hanno in comune con l’avidità ed il profitto dell’industria alimentare.

Stiamo assistendo a devastazioni di terre e falde acquifere, a inquinamento di ampie zone marine, alla privatizzazione di risorse pubbliche come l’acqua; tutto questo al solo scopo di fare guadagni enormi nel minor tempo possibile. Ma questo non è il tempo della Natura. Per evitare il disastro non servono messaggi tranquillizzanti per non seminare il panico, ci vuole “informazione”, occorre il ritorno alla cultura e alla tradizione contadina, nel senso di un riavvicinamento a coloro che producono rispettando le regole e i cicli della Natura. In una sola parola dobbiamo cessare di essere “consumatori”, spesso ignoranti, di un prodotto industriale, del quale non sappiamo quasi niente e tornare ad essere “co-produttori”. Cioè essere vicine e sostenitori di coloro che producono quel cibo che, con un atto pieno di sacralità e amore condividiamo intorno ad un tavolo. Solo così saremo sicuri di non avvelenarci, solo così manterremo in vita la nostra Terra.

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2 Responses to - Cibi alla diossina -

  1. Giorgio Misuri 8 marzo 2011 at 23:06 #

    Esistono due tipi di decisioni:
    Scientifiche: Fatte con logica secondo procedure collaudate e con risultati prevedibili e verificabili
    Politiche: Tutte le altre

    Attenzione alle decisioni politiche in fatto di salute!

  2. Maurizia 25 marzo 2011 at 09:57 #

    La situazione di oggi purtroppo è allarmante, visto quello che ci fanno mangiare; tra OGM e pesticidi mi meraviglio che il nostro organismo regga così tanto….magari poi di molte sostanze non ne sappiamo nemmeno le conseguenze. Ma te pensi che i cibi Biologici siano migliori? cioè sono veramente più salutare o anche questo è un modo per credere di mangiare più sano e i produttori ci guadagnano di più?

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