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- Aumentato l’uso di antidepressivi -

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Da un’indagine svolta in Umbria dall’Agenzia Italiana del farmaco

Nel 2011 in Umbria la spesa pubblica per farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale è stata pari a 173 milioni di euro, in calo di cinque milioni rispetto al 2010. Il dato emerge dall’ultimo Rapporto dell’Agenzia italiana del farmaco sull’uso dei farmaci in Italia. La spesa lorda pro capite invece ammonta a 180,9 euro, anch’essa in calo di sette euro rispetto a un anno fa. L’Umbria si trova quindi in linea rispetto a un contesto nazionale dove la diminuzione della spesa a carico del Ssn è generalizzata, con picchi in Calabria (-13,1%) e Puglia (-8,8%). Oltre dieci milioni in Umbria le ricette staccate per un totale di 17,6 milioni di confezioni (numeri sostanzialmente identici al 2010), mentre le dosi giornaliere ogni mille abitanti sono 1.031, tra i dati più alti in Italia.

Boom degli antidepressivi Sfogliando le 352 pagine del Rapporto emerge come degli oltre 180 euro spesi pro capite in Umbria, le cifre più consistenti siano quelle riservate alle malattie cardiovascolari (68 euro), all’apparato gastrointestinale (28 euro) e al sistema nervoso centrale (22 euro). Un elemento inquietante, ma che non rappresenta certo una novità, è quello relativo ai farmaci antidepressivi: dalle 23,5 dosi giornaliere definite (DDD nel gergo medico) ogni mille abitanti del 2003 si è passati alle 43,5 del 2011. Una crescita media annua del 7,1% che colloca l’Umbria tra le regioni a più alto consumo in Italia insieme a Sardegna, Liguria e Toscana. Un altro dato è quello che riguarda l’uso di farmaci generici, anch’esso in costante crescita nel corso degli anni e per il quale nel 2011 si sono spesi 56,8 euro pro-capite, il 38,1% del totale.

I dati La Sicilia registra il picco massimo di spesa pro-capite per farmaci (258 euro) e di consumi (1086 dosi giornaliere ogni mille abitanti), mentre complessivamente la spesa del Ssn in Italia è stata pari a 12,387 miliardi di euro, con una riduzione del 4,6% rispetto al 2010. Seppur in calo, la spesa farmaceutica resta un nodo centrale anche nel decreto sulla spending review e per ripianarla sono chiamate a contribuire, con uno sconto sui farmaci in favore del Ssn, anche le aziende farmaceutiche. Un ultimo emendamento votato venerdì notte in commissione Bilancio ha tuttavia previsto una piccola limatura degli sconti a carico delle aziende, che scendono dal 6,5% al 4,1%. In questo contesto, l’istantanea scattata dal Rapporto Osmed mostra però un Paese in cui la spesa per farmaci diminuisce (anche per effetto di una maggiore diffusione dei farmaci generici, che hanno un costo minore), pur a fronte di un aumento delle prescrizioni di medicinali. Di seguito la spesa lorda pro-capite nelle regioni italiane nel 2011.

 

Sicilia (258,1 euro)
Lazio (234,4)
Puglia (235)
Sardegna (229)
Calabria (231,2)
Umbria (180,9)

Campania (232)
Basilicata (197,1)
Abruzzo (221,9)
Marche (190)
Toscana (167,7)
Molise (206,1)
E.Romagna (170,2)
Friuli V.G. (187,2)
Liguria (188,3)
Veneto (177,6)
Piemonte (182)
Val d’Aosta (175,7)
Lombardia (191,9)
Trento (162,2)
Bolzano (149)                             

L’aumento del consumo di antidepressivi è un chiaro segno della difficoltà che attraversa un Paese. L’aumento delle patologie psichiatriche ed il ricorso a farmaci specifici sono associabili ad una maggiore difficoltà, da parte del singolo individuo, di affrontare le problematiche esistenziali del vivere quotidiano; ma anche dalla facilità con cui si delega ad un farmaco la risoluzione dei problemi. Da una parte per la perdita di quegli importanti ammortizzatori sociali come la famiglia, gli amici e un lavoro appagante, dall’altra per la facilità con la quale il personale sanitario prescrive un farmaco invece di investire più tempo nella comunicazione e comprensione del Paziente.

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