Top_menu

Artrite e artrosi -parte prima-

  • Facebook
  • Twitter
  • Email

Patologie infiammatorie e degenerative delle articolazioni

Si tratta di patologie che colpiscono il genere umano dai tempi antichi, basti pensare che lesioni articolari sono state rinvenute in scheletri egizi (mummie) e di epoca romanica. Quello che accomuna tutte queste patologie è un danno articolare accompagnato dal sintomo dolore. Possiamo parlare di patologia muscolo-scheletrica dolorosa che comprende un numero vasto di malattie: artropatie periferiche (malattia reumatica, artrite reumatoide, osteoartrosi, connettiviti, gotta, sarcoidosi); mialgie (polimialgia, spondilite anchilosante); malattie articolari, degenerative, autoimmuni, vascolari, neurologiche e traumatiche che coinvolgono vari distretti dell’organismo.

In questo articolo parlerò dell’approccio bioterapico della patologia dolorosa muscolo-scheletrico riguardante in particolare l’osteoartrite e l’artropatia degenerativa, patologie che provocano un peggioramento consistente della qualità della vita del paziente con una riduzione della capacità lavorativa che comportano un danno economico globale elevato. Il 60% della popolazione sopra i 60 anni presenta alterazioni più o meno gravi a livello articolari, colpisce le donne più degli uomini.

Cause eziopatogenetiche:

  • Fattori genetiche
  • Sovrappeso con stress meccanico articolare
  • Traumi articolari con conseguenti microfratture cartilaginee che portano a infiammazione prima, degenerazione dopo.
  • Processi autoimmuni che danneggiano la superficie cartilaginea con degradazione del collagene e sintesi di tessuto osseo che forma osteofiti
  • Malattie delle ghiandole che determinano depositi di cristalli di calciopirofosfato diidrato a livello cartilagineo

Articolazioni più colpite:

  • Piccole articolazioni delle mani e dei piedi
  • Articolazioni delle anche
  • Articolazioni delle ginocchia
  • Articolazioni della colonna vertebrale

Sintomatologia:

  • Dolore, dapprima lieve poi aumenta fino a diventare debilitante
  • Deformità delle articolazioni e aumento del liquido sinoviale (sinovite)
  • Limitazione mobilità articolare con contrattura e deformazione dell’articolazione

Diagnosi:

  • Rx che mostra riduzione dello spazio tra i capi ossei articolari, la presenza di osteofiti marginali, di cisti sub condrali

La malattia ha un andamento cronico-degenerativo ed i presidi medici prevedono una educazione comportamentale, fisioterapia, farmacoterapia (improntata all’effetto analgesico antinfiammatorio con acido acetilsalicilico, paracetamolo, FANS),  intervento chirurgico.

Articolazione normale

I capi ossei che la formano sono rivestiti da cartilagine perfettamente liscia che ne consente lo scivolamento e sono uniti da un manicotto fibroso chiamato capsula, rinforzato da bande connettivali più spesse, dette ligamenti. All’interno della capsula si trova la membrana sinoviale che secerne e riversa nell’articolazione un liquido viscoso, il liquido sinoviale che funziona da lubrificante ed apporta alla cartilagine le sostanze nutritive di cui necessita.

Articolazione infiammata

Il processo infiammatorio tipico di molte affezioni artritiche colpisce di solito la menmbrana sinoviale con aumento della secrezione del liquido sinoviale: gonfiore articolazione  e  irritazione terminazioni dolorifiche

Artrite degenerativa:

  • lesione della cartilagine articolare che si deteriora progressivamente;
  • le superfici dei capi articolari diventano ruvide. La membrana sinoviale si  infiamma;
  • l’articolazione si gonfia, la cartilagine si altera;
  • dolore e deformazione dei distretti

In alcuni casi il processo infiammatorio colpisce la membrana sinoviale come nell’artrite reumatoide e nella gotta. Quando la membrana sinoviale si interpone tra un osso e un muscolo o tra due muscoli prende il nome di “Borsa sinoviale”, questa forma una vescicola contenente un liquido lubrificante che consente lo scorrimento di un tessuto sull’altro senza attriti. Ve ne sono molte intorno alla spalla, all’anca e alle ginocchia. In tutto il corpo ve ne sono centinaia.

Eccessivo sforzo della borsa sinoviale è infiammazione della membrana è aumento del liquido sinoviale è Borsite. Le caratteristiche specifiche di questa malattia diendono dal distretto interessato.

Una membrana simile a quella che forma la borsa sinoviale ricopre anche i tendini.

Tenosinovite : infiammazione della membrana che riveste i tendini. Es. mano, polso, caviglia ecc.  di solito si accompagna a tumefazione e dolore.

Alcuni tessuti del sistema muscolo-scheletrico non sono lubrificati da una membrana sinoviale, ma possono infiammarsi se sottoposti a sforzi eccessivi, se traumatizzati o colpiti da malattie. I tessuti che collegano muscolo e tendine al relativo osso sono molto soggetti a questo disturbo. Infiammazione del tendine è entesite; se colpisce la capsula articolare della spalla è capsulite.

Cosa può fare l’Omeopatia in una patologia così varia che colpisce molte articolazioni e che è dominata dal sintomo dolore? Partiamo da uno studio condotto da Gibson e coll. Pubblicato nel 1978 sul British Journal of Clinical Parmacology. In questo studio si prende in esame il sintomo dolore in pazienti affetti da poliartrite reumatoide, divisi in tre gruppi trattati rispettivamente con salicilati, con rimedi omeopatici o con placebo. Un numero statisticamente significativo di pazienti migliorava con il trattamento omeopatico, mentre tutti coloro che utilizzavano il placebo erano costretti a modificare la cura ed il 70% di coloro che utilizzavano i salicilati dovevano abbandonare lo studio per gli effetti collaterali troppo evidenti o per la scarsità del risultato. In un altro studio degli stessi autori i pazienti erano divisi in due gruppi, uno trattato con rimedi omeopatici, l’altro con placebo; entrambi i gruppi potevano utilizzare antinfiammatori non steroidei per il controllo del dolore. I risultati hanno dimostrato una differenza statisticamente significativa tra i pazienti trattati con l’omeopatia per i seguenti parametri: intensità del dolore spontaneo, sensibilità articolare, diminuzione della rigidità articolare, aumento della forza di presa.

Altri due studi furono pubblicati fra il 1986 e il 1991 da Fisher e coll. Presso l’Ospedale Saint-Bartholomew di Londra; i parametri presi in esame erano: intensità del dolore, qualità del sonno, stato generale, numero dei punti sensibili dopo un periodo di trattamento attivo. Il rimedio scelto era Rhus toxicodendron 6CH. Il medico omeopata sceglieva i pazienti, poi non aveva più nessun contatto con loro e questi venivano seguiti da reumatologi che ignoravano la natura di verum  o placebo assunto dai pazienti. I risultati con un controllo a quattro e otto settimane, evidenziarono una differenza statisticamente significativa in favore del trattamento con Rhus toxicodendron 6CH per i quattro parametri presi in esame

Alla luce dell’esperienza clinica quotidiana, e come confermato da queste ricerche cliniche, il trattamento omeopatico non offre da soo risultati spettacolari, ma su lesioni irreversibili permette di avere un arresto dell’evoluzione della malattia ed un miglioramento globale della qualità di vita del paziente.

 

La terapia omeopatica si avvale di:

  • Rimedi di fondo o rimedi diatesici
  • Rimedi specifici contro il dolore secondo le modalità specifiche di aggravamento e miglioramento
  • Rimedi in base alla localizzazione del processo artrosico
  • Rimedi indicati per il cattivo funzionamento del sistema di assorbimento e drenaggio, per il ruolo svolto dall’equilibrio ormonale e per i rapporti con il metabolismo del calcio.

L’azione combinata tra l’omeopatia e le bioterapie, l’alimentazione, lo stile di vita consente di ottenere i migliori risultati, sia nell’immediato sia nel tempo. Il paziente migliora la qualità della vita, il rapporto con l’ambiente e riduce la spesa sanitaria con vantaggi sia per se stesso sia per tutta la struttura sociale.

(Fine prima parte)

 

, , , , , , , ,

No comments yet.

Lascia un Commento


+ uno = 3

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Email
Print