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- Aifa e vaccino MprV -

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Dall’Aifa raccomandazioni su vaccini Mprv

Il Working group pediatrico (Wgp) dell’Aifa ha suggerito alcune raccomandazioni ai pediatri e agli altri operatori sanitari interessati, sulla vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia-varicella, per la quale sono disponibili vaccini trivalenti Mpr, uno tetravalente Mprv e vaccini contro la varicella. Secondo gli esperti dell’Agenzia, non bisogna usare il vaccino tetravalente Mprv come prima dose per l’immunizzazione contro morbillo, parotite e rosolia; la prima vaccinazione va effettuata somministrando separatamente i vaccini Mpr e varicella; e infine, vanno rispettate le modalità d’uso riportate nel Riassunto delle Caratteristiche del prodotto. Il Wgp ricorda anche che il vaccino Mprv può essere utilizzato per la seconda dose e invita a segnalare eventuali eventi avversi al responsabile di farmacovigilanza della struttura di appartenenza. Le raccomandazioni fanno seguito alla documentazione ormai solida di un aumentato rischio di comparsa di convulsioni febbrili dopo somministrazione della prima dose di vaccino tetravalente rispetto alla somministrazione separata di vaccini Mpr e vaccino antivaricella. Secondo le stime dei casi segnalati, è atteso un evento di convulsione febbrile in più ogni 2.300-2.600 bambini vaccinati dopo vaccinazione con Mprv rispetto alla somministrazione separata di Mpr e antivaricella. I dati nazionali provenienti dalle segnalazioni spontanee inserite nella Rete Nazionale di farmacovigilanza sono in linea con quanto osservato a livello internazionale in studi precedentemente effettuati.

One Response to - Aifa e vaccino MprV -

  1. claudia baroni 21 novembre 2011 at 16:12 #

    Riflessione…lavorando con adolescenti ed essendo a stretto contatto con le strutture scolastiche e sanitarie, mi è stata richiesta più di una volta il libretto delle vaccinazioni dei ragazzi che seguo a livello educativo. Ovviamente, alcuni di loro non hanno svolto tutti i vaccini e come conseguenza dovevano adempiere al più presto, oppure non potevano essere accettati per alcuni corsi sportivi; o meglio ancora erano ritenuti ragazzi con lacune sanitarie. Dopo varie riflessioni mi sono recata in una piscina dove svolgevano corsi di acquaticità…e sorpresa delle sorprese, i bambini possono iniziare tale attività solo dopo i 3 mesi di vita con i relativi vaccini…sono a chiedere quindi se è giusto intaccare così la decisione di un genitore relativamente al vaccino, in sostanza: per non “emarginare” un figlio dobbiamo rispondere positivamente a qualcosa in cui non crediamo?
    Spero di essere stata chiara sia nel ragionamento che nella domanda essendo un argomento abbastanza delicato.

    Grazie,

    Claudia Baroni

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