Top_menu

- A Taranto un incremento del 30% dei tumori -

  • Facebook
  • Twitter
  • Email

L’Ilva e l’aumento dei tumori a Taranto

Incremento dei tumori del 30%, con picchi che superano il 400% se si parla di mesoteliomi pleurici e del 100% per i tumori allo stomaco. Sono questi alcuni dei dati inquietanti contenuti nel rapporto Sentieri, relativi al periodo 2003-2009, presentato ieri a Taranto dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, con riferimento agli effetti sanitari dello stabilimento siderurgico Ilva, ritenuto, si legge nel rapporto, «il potenziale responsabile». Secondo i dati ufficiali del ministero, nella città si registra un +14% di mortalità per gli uomini e un +8% di mortalità per le donne, considerando tutte le cause di morte. Nello specifico delle malattie tumorali, la ci ttà di Taranto e il comune di Statte registrano un incremento dei tumori al fegato (+75%), del corpo utero superiore (+80%), dei polmoni (+48%), dello stomaco (+100%), e della mammella (+24%), e del linfoma non Hodgkin (+43%), per un incremento complessivo di tutti i tumori del 30%. In una distinzione di genere, il rapporto riporta, per gli uomini, +14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per quanto riguarda la popolazione femminile: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico. L’incremento interessa anche la popolazione pediatrica: per i bambini si registrano, nel primo anno di vita, incrementi significativi di sviluppo di malattie per tutte le cause. Picchi «finora mai registrati» vicino a un’area industriale, commenta l’Associazione italiana oncologia medica (Aiom): «Anche se al Nord c’è un’incidenza maggiore di tumori, fino al 30% in più, rispetto al Sud»  spiega Stefano Cascinu, presidente eletto dell’Aiom  «e i dati dei registri dei tumori sono disomogenei, non mi sembra si siano registrati mai picchi del genere».

Situazione sconvolgente, drammatica, grave, inaccettabile. E sul banco degli imputati sale il Governo, invitato in maniera pressante ad agire con immediatezza ma anche bersaglio di accuse con richieste di dimissioni. Molti i commenti attoniti e frastornati ai numeri del progetto “Sentieri” 2003-2009. Così Ignazio Marino, presidente della Commissione di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale: «È un’emergenza sanitaria senza precedenti che va affrontata con urgenza senza alcun tentennamento. I dati presentati oggi devono diventare parte integrante dell’Aia per l’ Ilva e orientarne le prescrizioni. Ora i l Governo è tenuto ad agire con la massima determinazione e tempestività e a stimolare qualunque azione utile a tutelare la salute di operai, donne, bambini e anziani: esiste l’articolo 120 della Costituzione che impone all’esecutivo di intervenire quando è a rischio la salute delle persone”. Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione ambiente, solleva gravi sospetti: «È gravissimo che il Governo abbia reso noti i dati proprio dopo l’adozione dell’Aia, firmata giovedì scorso 18 ottobre. In questo modo si è evitato che la spaventosa situazione che emerge dallo studio, che peraltro imputa all’ Ilva per il 99% la responsabilità degli effetti sanitari correlati al benzopirene, fosse valutata ai fini della decisione delle nuove misure da imporre al gruppo Riva. Il Governo ha giocato sporco per evitare di rispondere alle criticità che emergono dagli atti della Procura di Taranto che, già dal 30 marzo s corso, disponeva dei dati del progetto “Sentieri” relativamente al periodo 2003-2008».
Dati resi pubblici già lo scorso settembre da Angelo Bonelli, leader dei verdi: «Sono profondamente indignato, e mi sento di rappresentare una grandissima parte dei cittadini di Taranto, per il fatto che il governo abbia presentato oggi e non prima che venisse chiuso il procedimento dell’Autorizzazione integrata ambientale i dati sulla mortalità e l’incremento drammatico dei tumori nella città di Taranto», dice Bonelli. «Per mesi abbiamo ascoltato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini dire che non esisteva nesso causale tra Ilva e malattia e morti di Taranto. Per mesi abbiamo ascoltato Clini dire che i dati erano vecchi e non aggiornati. Quando lo scorso 18 settembre avevo reso pubblici i dati sulla mortalità a Taranto il ministro Clini mi ha accusato di falsificazione, manipolazione e procurato allarme minacciando azioni giudiziarie n ei miei confronti. Oggi che quei dati sono stati confermati e aggravati dal ministro della Salute il ministro dell’Ambiente Clini deve dimettersi immediatamente senza aspettare nemmeno un minuto».

, , , ,

No comments yet.

Lascia un Commento


+ sette = 12

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Email
Print