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- 21 Marzo: Giornata Mondiale Sindrome di Down -

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Si celebra oggi la Giornata Mondiale delle Persone con sindrome di Down

La giornata mondiale delle persone con sindrome di Down si celebra ogni anno il 21 marzo. E per quest’anno attori down reinterpretano gli spot per “superare i pregiudizi”.

Oggi in Italia le persone che soffrono di Sindrome di Down sono circa 38.000, stime che non hanno subito riduzioni significative negli ultimi anni. «Questo perché – spiega Aldo Moretti, direttore Scientifico del Centro italiano Down – si fanno figli più tardi. E le donne che si sottopongono a screening prenatali spesso decidono di andare avanti con la gravidanza anche se scoprono che il bimbo è Down».

Aumenta inoltre l’aspettativa di vita, oggi è possibile per un malato Down superare i 60 anni, ma con conseguenti difficoltà per le famiglie e i genitori sempre più anziani. Serve quindi più integrazione, anche dal punto di vista del lavoro.

Per questo motivo Coordown, il Coordinamento Nazionale delle Associazioni, ha lanciato la campagna “Credi ancora che l’integrazione non sia possibile?” , un monito contro pregiudizi e luoghi comuni.

Il percorso per le famiglie è difficile, alternato da momenti gioiosi e dolorosi e soprattutto sempre più lungo: le stime dicono che oggi il 61% dei malati ha più di 25 anni. Questo dato, frutto di una maggiore capacità e attenzione del sistema sanitario, comporta anche l’apertura di nuovi bisogni. «In passato molti Down morivano nei primi anni di vita, spesso per malformazioni cardiache ora facilmente operabili – prosegue Moretti – ma i Down hanno le stesse patologie del resto della popolazione, con un’incidenza più alta in età adulta. In più c’è il rischio di demenza, più frequente nei soggetti Down».

Questo comporta disagi e difficoltà per le famiglie che li seguono, ed è per questo che è importante dare loro sempre maggiore autonomia e integrazione.

E in occasione della giornata mondiale, punta su un messaggio di normalità l’iniziativa promossa da CoorDown, in collaborazione con altri partner. Delle campagne pubblicitarie di alcuni marchi nazionali e internazionali, è stata realizzata una versione alternativa: un attore dello spot originale o della campagna stampa, è sostituito da un attore con sindrome di Down. Per dimostrare che l’integrazione è possibile non solo negli spot, ma anche nella vita reale.

 

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